La birra blanche e la sua storia

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La birra blanche

La birra blanche, nota anche come witbier (in fiammingo) o biere blanche (in francese), è una delle ale della grande tradizionale belga, con alle spalle una storia plurisecolare. Dopo un periodo di declino, coincidente con la diffusione e il conseguente successo delle birre chiare a bassa fermentazione (lager, pilsner, helles), la birra blanche ritorna a riempire le pinte di tutta Europa verso le metà del ‘900.

Birre molto amate da un pubblico trasversale, le birre blanche sono consumate in prevalenza durante i mesi estivi e primaverili, per via della freschezza e del tenore alcolico moderato, che le rendono dissetanti e piacevoli. Caratterizzata dall’uso di una buona percentuale di frumento, questa birra bianca risulta piacevole e morbida, ed è nota per il colore giallo paglierino, quasi lattiginoso, rievocato nel nome stesso dello stile.

Attualmente le più famose blanche sono prodotte dai birrifici belga storici, ma dopo l’esplosione del movimento craft americano numerosi birrifici artigianali o indipendenti si sono cimentati nella produzione e nella rivisitazione dei grandi stili classici. Lo stile blanche è stato uno di quelli tra i più considerati, e tale interesse ha portato alla produzione di numerose ottimi esempi di birra blanche.

I birrifici italiani non potevano certo mancare nel dare un grande contributo a questo stile: alcune tra le migliori birre blanche in circolazione provengono dai produttori nostrani.

Storia della blanche

Come per altri stili tradizionali non è semplice ricostruire con esattezza la storia delle birre blanche. La memoria storica locale indica che già nel ‘300 le birre di frumento erano prodotte e consumate nel territorio che ora coincide con le Fiandre (Occidentali e Orientali in Belgio, Francesi e Zelandesi tra Francia e Paesi Bassi).

Tuttavia in molti indicano il secolo successivo come periodo nel quale la birra blanche viene prodotta, grazie all’opera dei monaci di un complesso religioso situato nei pressi del piccolo centro di Hoegaarden, nel Brabante Fiammingo. I frati producono una birra con tre cereali – orzo, frumento e avena – alla quale aggiungono il gruit ai fini di una maggiore conservazione e ad una speziatura piacevole.

La vicinanza con i porti olandesi permette ai monaci di poter disporre di una grande quantità di spezie, per merito del fiorente commercio intercontinentale della Compagnia delle Indie. Così vengono introdotte nella ricetta due prodotti che caratterizzano tutt’ora la blanche: il coriandolo e il curacao. Il coriandolo, proveniente dal Medio Oriente, svolge un’azione antibatterica e possiede un delicato aroma. Dal curacao, arancia amara proveniente dall’omonima isola delle Antille Olandesi, si preleva la buccia, che dona aromi e sentori fruttati a aciduli.

Le birre blanche hanno molto successo, tanto che si diffondono in tutto il paese, e in seguito anche in parte del continente europeo. L’ascesa di questa ale morbida e fruttata prosegue sin all’avvento delle birre a bassa fermentazione. Con la diffusione delle lager in tutta Europa le blanche perdono appeal , sino a quando nel 1955 anche l’ultimo produttore di birre blanche decide di chiudere i battenti del birrificio.

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Pierre Celis e Hoegaarden

La resurrezione avviene dieci anni dopo, quando il lattaio Pierre Celis decide di riprendere la produzione di quella birra che aveva tanto amato in gioventù. La leggenda narra che il lattaio di Hoegaarden abbia ritrovato per caso l’antica ricetta: è verosimile che Pierre Celis coltivasse già da anni l’idea di aprire un birrificio. Pierre aveva infatti acquistato molto tempo prima, nel 1957, l’ultimo dei birrifici produttore di birra blanche, appartente a Luis Tomsin. Inoltre aveva egli stesso già lavorato a fianco di Tomsin in qualità di aiuto birraio.

L’intraprendenza di Pierre Celis viene premiata con il grande successo della sua birra, la Hoegaarden Blanche, che diventerà in seguito la blanche più famosa e consumata del pianeta. Dopo alcune vicissitudini il birrificio passa di proprietà più volte, finendo nel 1992 nelle mani di un produttore industriale. A Pierre Celis il grande merito di avere ridato vita ad un stile storico.

Le birre blanche oggi

Attualmente la blanche è una birra molto conosciuta dal pubblico: questa fama suggerisce a molti birrifici di proporre la propria versione. La ricetta attuale non si discosta da quella tradizionale: alcuni birrifici usano altri agrumi come arancia o limone in luogo del curacao. Alcune versioni presentano delle speziature più complesse, con l’apporto di cumino, cannella, camomilla o altri prodotti. Le birre blanche sono prodotte dai grandi produttori come Hoegaarden, Du Bocq, Brasserie Lefebvre; dagli storici birrifici trappisti o d’abbazia come La Trappe, Engelszell e St. Bernardus e da una moltitudine di birrifici artigianali in tutto il mondo.

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Caratteristiche dello stile blanche

Lo stile blanche prevede l’uso di frumento non maltato e malto d’orzo chiaro, ai quali spesso si aggiunge l’avena cruda, secondo le indicazioni del BJCP e della BA. Si utilizza coriandolo macinato e buccia di curacao (più comunemente arancia) mentre possono essere incluse nella ricetta anche altre spezie. L’apporto di luppolo è appena percettibile: la birra blanche è infatti una birra nella quale le componenti amara e amaricante del luppolo sono minime.

La blanche è una birra che ha un gusto prevalentemente dolce e maltato, con note fruttate e una piccola e piacevole nota acidula. Tra le caratteristiche principali il tipico colore giallo paglierino, quasi lattiginoso, e la torbidità, dovuta all’uso del lievito ale e all’assenza di filtratura. Spiccano inoltre l’elevata carbonazione, la densa schiuma bianca persistente e il tenore alcolico moderato, normalmente intorno a 5 ABV.

La blanche è una birra piacevole, rinfrescante e beverina, che mette d’accordo una buona fetta del pubblico birrario: risulta particolarmente apprezzata senza distinzioni di genere o di cultura.

Esempi di birra blanche

I nomi più noti coincidono con i grandi produttori mondiali: Hoegaarden Blanche, Blanche de Namur, Blanche de Bruxelles, Lupulus Blanche ecc ecc. Altre blanche molto famose sono La Trappe Witte, St. Bernardus Wit, Corsendonk Blanche.

Tra i birrifici italiani è difficile scegliere qualche esempio: l’alta qualità delle produzioni nostrane è indubbia, e il gusto è soggettivo.

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Per una panoramica sulle migliori birre blanche in circolazione:

BIRRA BLANCHE

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