Hoegaarden Blanche, la storia di uno stile di birra

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La birra blanche

La riscoperta degli stili classici da parte di molti birrifici artigianali ha portato una nuova notorietà alla birra blanche, oltre alla produzione di alcune birre originali che seguono il famoso stile belga.

Molti birrifici hanno prodotto birre blanche particolari, usando la creatività e l’originalità che distingue gli artigiani della birra, pur senza dimenticare le linee guida dello stile. Si ricorda che le birre blanchehttps://www.birraebirre.it/tipi-di-birra/blanche-witbier/ possono contenere circa la metà di frumento non maltato e metà di malto d’orzo chiaro; includono coriandolo fresco e curacao e vengono fermentate con il caratteristico lievito ale. Le linee consentono però anche l’utilizzo di altre spezie, bucce di agrumi e una percentuale di avena: tutto ciò permette una buona libertà di manovra per i birrai.

Hoegaarden, la regina delle blanche

Quando si nomina la birra blanche inevitabilmente si pensa all’etichetta chiara della Hoegaarden Blanche, che ricorda il colore chiaro della stessa birra. Le Witbier – altro nome delle birre blanche – devono il loro stesso nome al colore molto chiaro, quasi lattiginoso, del classico stile belga.

Il celebre marchio nato nell’omonima cittadina delle Fiandre è stato l’artefice della riscoperta di questo stile che vanta una storia lunga più di cinque secoli. Anche per questo, Hoegaarden è identificato con la stile di birra, e la blanche del birrificio belga è sicuramente la più famosa e bevuta nel mondo. La produzione annua stimata in 900000 hl all’anno ne fa indubbiamente la blanche più venduta nel mondo.

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Birra industriale, ma…

Non sempre la grande diffusione di un prodotto ne fa un vanto qualitativo, a maggior ragione in un settore dove artigianalità e tecnica sono fattori molto considerati. Il dibattito che cerca di stabilire un confine tra la birra artigianale e quella industriale è costantemente aperto, e non può risparmiare Hoegaarden.

Una produzione così ampia e una diffusione globale identificano sicuramente la Hoegaarden Blanche come un prodotto industriale, e non si intendono aprire discussioni in merito. Ma al mondo ci sono prodotti, e più in generale entità, che mettono d’accordo un pò tutti, o perlomeno non subiscono critiche così feroci.

Ad Hoegaarden viene riconosciuta la produzione di una buona birra, che ha sicuramente fatto storia. Viene inoltre attribuito il merito di avere riscoperto uno stile storico che stava per essere perduto per sempre. Si può affermare che questa storica witbier rientri in quel limbo di beatitudine nel quale i giudizi vengono sospesi, come accade per alcune altre birre, come Guinness e poche altre.

Le origini della blanche: il XV secolo

Per apprezzare meglio l’importanza delle birre blanche e il lavoro di Hoegaarden si ricordi che la nascita di questo stile di birra è datata a metà del XV secolo, quando i monaci di un monastero nei pressi di Hoegaarden iniziarono la produzione di una birra di frumento. La birra di frumento veniva già brassata dal ‘300, con l’uso di cereali quali orzo, frumento, avena e con l’apporto del gruit.

La ricetta viene perfezionata con l’aggiunta di coriandolo e curacao, grazie alla possibilità di reperire le spezie dalle colonie olandesi, impero del quale le Fiandre facevano parte. Probabilmente tali spezie venivano aggiunte per bilanciare una possibile componente lattica presente al tempo nelle blanche. Gli estimatori della birra aumentano, e la birra di frumento e malto d’orzo con coriandolo e curacao diviene molto popolare.

La grande espansione nel XVIII secolo

La birra bianca di Hoegaarden conquista un posto di primo piano nell’intera produzione di ale; nel corso del XVII secolo le fabbriche di birra blanche sono una dozzina, secondo alcune fonte anche più di 30. La ricetta della witbier è oramai consolidata, con malto d’orzo, frumento non maltato, coriandolo e curacao. Le birre bianche sono note in tutto il paese.

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L’avvento delle lager e il lento declino

Dopo i fasti del XVIII secolo la birra di frumento incontra una fase di declino. E’ un periodo di grande cambiamento nel settore della birra europea, deciso in buona parte dall’avvento delle nuove birre a bassa fermentazione. La grande diffusione delle lager nel vecchio continente contribuisce al declino delle blanche. Nel 1955 anche l’ultimo baluardo delle blanche, Luis Tomsin, getta la spugna e chiude i battenti.

La rinascita grazie al lattaio Pierre Celis

Pierre Celis, nato nel 1925 nella cittadina di Hoegaarden, aveva lavorato come aiuto birraio da Tomsin. Dopo la fine della produzione, si mise a lavorare come lattaio, non dimenticando però la sua amata birra blanche.

Nel 1957 acquistò i resti del birrificio, e nel 1965 Celis riprende la produzione dell’antico stile tradizionale, grazie all’ingresso di nuovi capitali e al supporto degli abitanti del luogo, vivaci sostenitori di riprendere una tradizione locale.

Il successo è grande e inimmaginabile, tanto che i locali produttivi non possono più far fronte alla richiesta sempre più crescente.

La nascita di De Kluis

Nel 1980, dopo poco meno di 15 anni dalla riapertura, Pierre Celis è costretto ad affidare la produzione della propria birra ad un impianto più grande. Acquistaa i locali di Hougardia a vi fonda la sede del De Kluis, il nuovo marchio che produce la witbier.

L’incendio e la ricostruzione

A seguito di una salita vi è spesso una discesa, e viceversa. Nel 1985 un grande incendio distrugge buona parte del birrificio. Celis è costretto a cercare aiuto, che trova da parte del colosso Interbrew, attraverso il marchio Stella Artois. Per molti è la perdita dell’innocenza, perché l’ingresso nel capitale da parte di Interbrew presta il fianco le pressioni del gigante industriale. Nel 1988 Pierre Celis è costretto a cedere il marchio.

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Courtesy of latanapublichouse

Celis e Hoegaarden si separano

Il birraio belga emigra nel 1992 e fonda la Celis Brewery ad Austin, in Texas. Interbrew, che in seguito diventa AB-InBev, investe in Hoegaarden, dandole una diffusione planetaria e facendo in modo che diventi la birra blanche più famosa e bevuta nel mondo.

A Pierre Celis il merito di avere mantenuto in vita uno stile storico, e a Hoegaarden non si può negare il merito di tenere sempre acceso l’interesse del pubbiico per le blanche.

 

Guarda la scheda della Hoegaarden Blanche

HOEGAARDEN BLANCHE

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