La birra più alcolica del mondo

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La birra più alcolica del mondo: non è questione di stile

La bevibilità è una delle caratteristiche più apprezzate della birra, che ne fanno una delle bevande favorite, sia in abbinamento ai pasti che da sè. La bevibilità di una birra viene spesso correlata alla gradazione alcolica, nonostante vi siano birre dal buon tenore alcolico ma con una buona bevibilità. Sono quelle birre ritenute “pericolose”, che invogliano alla bevuta in serie e che rompono la credenza che le birre più alcoliche siano le più difficili da bere.

Per gli amanti delle birre più leggere alcuni stili risultano più ostici, per via della complessità e della gradazione alcolica. Birre come barley wine, eisbock, quadrupel e imperial stout possono sembrare troppo impegnative per gli amanti delle birre beverine.

Ma se qualcuno pensa che i 12 ABV della Schneider Aventinus Eisbock o i 12,6 ABV della Zorzona siano inaccessibili è perché non hanno ancora assistito alla guerra della birra più alcolica del mondo.

Brewdog vs Schorsbrau

Poco prima del 2010 i ragazzacci di Brewdog lanciano la celebre Tactical Nuclear Penguin, una imperial stout che viene invecchiata in cask di whisky e successivamente sottoposta a criconcentrazione, secondo la stessa tecnica utilizzata per produrre la eisbock. Il congelamento a -20 gradi consente di eliminare la parte ghiacciata, composta da sola acqua, per aumentare la parte alcolica, che consente alla Tactical Nuclear Penguin di raggiungere i 32 gradi alcolici.

Questo limite consente a Brewdog di superare i 31 gradi alcolici della tedesca Schorschbräu Schorschbock, anch’essa prodotta secondo la tradizionale tecnica di produzione delle eisbock. I tedeschi però non si arrendono facilmente: dopo alcuni mesi esce una versione della Schorschbräu Schorschbock che spinge il limite oltre, con una percentuale di volume alcolico pari a 40.

L’irriverenza e l’ironico estremismo di Brewdog spingono il birrificio scozzese a ribattere colpo su colpo: nasce così la Sink the Bismarck, una incredibile quadrupel IPA da 41 ABV. Nella Sink the Bismarck vengono impiegate quantità quadruple di luppolo che apportano un amaro x4, e ovviamente 4 fasi di congelatura.

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E’ finita qui? Neanche per scherzo. Dalla Germania rilanciano con una versione di Schorschbräu Schorschbock da 43% volume alcolico, alla quale rispondono dalla Scozia con la The End of History, per rivendicare il primato e porre fine alla questione. La The End of History viene presentata con una bottiglia avvolta da uno scoiattolo imbalsamato, alla modica cifra di 780 sterline a bottiglia. Il limite è stato nuovamente superato: siamo a 55 ABV.

Sembra sia arrivato la parola fine, almeno sino a quando, all’improvviso, i ragazzi di Gunzenhausen ribattono con una nuova versione di Schorschbräu Schorschbock da 57 ABV.

I terzi incomodi

Brewdog e Schorsbrau si sono affrontati a suon di bombe per stabilire quale fosse la birra più alcolica del mondo per diversi anni. In questa battaglia, che non è altro che uno sfoggio delle proprie capacità, si sono inseriti altri avversari, che alla lunga hanno avuto la meglio. Almeno per ora…

Poco prima dell’ultima uscita della SchorschBrau Schorschbock da 57% di volume alcolica, che ha tolto il primato alle celebre The End of History di Brewdog, un terzo incomodo è salito alla ribalta. Dall’Olanda i birrai di Brouwerij het Koelschip irrompono con la Start Of The Future, una bock da ben 60 ABV, di beva molto difficile. I ragazzi di Almere non sono nuovi nella produzione di birre estreme, come dimostra la Obelix, una eisbock da 45°.

A mettere una fine alla battaglia su quale sia la birra più alcolica del mondo ci pensano Lewis Shand e John McKenzie, fondatori di Brewmeister. Gli scozzesi sbaragliano la concorrenza con l’uscita nel 2013 dell Armageddon, strong ale da 65 ABV, alla quale segue nell’anno successivo la Snake Venom, che con i suoi 67,5 ABV risulta essere ad oggi la birra più alcolica al mondo.

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Birre o trofei?

Snake Venom, Armageddon, Start Of The Future, The End Of History, Sink the Bismarck, Tactical Nuclear Penguin e SchorschBrau Schorschbock sono birre che difficilmente si trovano in commercio. Questi prodotti non possono essere considerati di usuale consumo, ma sono più prossimi al collezionismo.

Il motivo della produzione di birre così estreme è dovuto principalmente alla fama: i birrifici che concorrono alla sfida tra quale sia la birra più alcolica del mondo guadagnano notorietà, e non producono birre simili per la vendita di massa. Questa sfida è piuttosto una dimostrazione di capacità, ma anche il segnale che la birra può essere un prodotto più complesso e versatile di quanto si creda.

Se mai si abbia la fortuna di trovarsi davanti ad una delle birre più alcoliche del mondo suggerisco lo stesso approccio che si dedica ad un distillato nobile, piuttosto che ad una birra, come consigliato da Brewdog.

BREWMEISTER

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EISBOCK

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