Gli stili storici: birra Pils

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Storia della birra pils

La creazione della birra pils segna un punto di svolta nella produzione birraria di tutta l’Europa e traccia un solco nell’evoluzione della birra. Il 1842, anno della nascita della pils, rappresenta un punto critico dal quale esaminare la produzione birraria prima e dopo tale anno.

La birra pils ha origine in Boemia, regione storica annessa all’attuale Repubblica Ceca, nella città di Plzen, città importante in cui hanno sede le due attività più importanti del paese: Pilsner Urquell e Skoda. Per comprendere al meglio l’esigenza dal quale ha origine la pils occorre delineare il contesto storico dell’epoca.

Il contesto storico

Prima del fatidico 1842 in Boemia la produzione di birra era un uso quotidiano praticato da centinaia di attività familiari che si avvalevano dell’impianto comunale in dotazione nei centri più importanti, incluso Plzen.

La produzione birraria subiva una crisi innescata da due fattori principali: l’instabilità della birra e la concorrenza delle birre tedesche, più stabili e pulite grazie al processo produttivo a bassa fermentazione. Il malcontento locale sfociò in una protesta di piazza che indusse la corporazione birraria a costruire un nuovo impianto e ad affidarlo ad una nuova gestione.

A condurre il birrificio sociale venne nominato il giovane birraio bavarese Josep Groll, figlio di un birraio di Vilshofen. In Baviera il giovane Groll aveva appreso i segreti e le tecniche per la produzione di birre chiare a bassa fermentazione, le rinomate lager tedesche.

Groll portò tutta la conoscenza a Plzen e il 5 ottobre 1842, all’età di 29 anni produsse la prima cotta di birra pils. La birra venne servita per la prima volta il giorno di San Martino, l’11 novembre del 1842. Da quel momento l’apprezzamento per il nuovo stile birrario invase l’Europa e il resto del mondo.

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Caratteristiche delle pils

Josef Groll, grazie alle sue conoscenze ma anche alla buona sorte, creò una ricetta insuperabile. L’equilibrio organolettico della ricetta rappresenta la summa dell’arte birraria, con la definizione di una ricetta che è una pietra filosofale dell’universo birrario.

Luppolo

Per sopperire alla mancanza di stabilità decise di usare massicce dosi di luppolo Saaz, che oltre a stabilizzare la birra donarono una buona amaricatura e intensi e irresistibili profumi.

Malto

La scelta di utilizzare i malti inglesi fu vincente per determinare il classico colore chiaro e la naturale nitidezza. I malti inglesi erano infatti più chiari grazie all’innovativo processo di essicazione del malto attraverso aria calda, invece della fiamma diretta che tendeva a scurire il malto. Inoltre il malto inglese conteneva un livello di proteine differente rispetto a quello locale, che contribuiva ad intorbidire la birra.

Acqua

La famosa acqua di Plzen è il terzo e fondamentale elemento che determina la perfezione della ricetta, in un connubio alchemico senza pari. L’acqua locale era infatti scarsa di sali minerali, e ciò permetteva la produzione di una birra che riuscisse a mantenere le caratteristiche cromatiche del mosto e una naturale pulizia.

La somma: la birra pils

Il risultato è la birra pils: una birra chiara ottimamente bilanciata tra malto e luppolo, ben amaricata e dalla gradazione moderata che la rendono una delle birre più apprezzate in tutto il mondo.

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Pils, Pilsner e Pilsener

La pils è una birra intorno alla quel può generarsi un po’ di confusione. Ci si può imbattere nel termini pilsner e pilsener, che sono entrambi relativi alla birra pils. La birra nasce a Plzen, tradotto in Pilsen nella vicina e influente lingua tedesca. Pilsener è l’aggettivo relativo a Pilsen, dal quale si contrae la forma Pilsner. Pils è semplicemente una abbreviazione, peraltro utilizzata per la maggiore in tempi odierni.

Pilsner Urquell

La Pilsner Urquellhttps://www.birraebirre.it/pilsner-urquell-la-madre-di-tutte-le-pils è la birra pils più famosa del mondo, nonché la discendente della birra prodotta da Groll nella città boema. La mancanza di un nome registrato circa il termine Pilsner indusse Groll e soci ad aggiungere la denominazione di Urquell, ossia sorgente, dicitura che tuttora denota la birra.

Questa pils si può trovare in tutto il mondo, dai pub alla grande distribuzione. La Pilsner Urquell è una birra dalla moderata gradazione pari a 4,4 ABV e che presenta la tipica e abbondante luppolatura a base di Saaz. Ben carbonata e dalla schiuma bianca e densa, la Pilsner Urquell è un prodotto che subisce il processo di pastorizzazione.

Presso alcuni e rari rivenditori si trovano versioni di questa pils non pastorizzata. I pochi fortunati eletti che hanno bevuto la pilsner prodotta ad uso interno narrano di una birra eccezionale e senza rivali.

Categorie: BJCP e BA

La pils è una lager a tutti gli effetti: viene definita tra le Czech Premium Pale Lager dal BJCP e tra le Bohemian-Style Pilsener secondo Brewer Association.

Caratteristiche generali BJCP:

  • OG 1044-1056
  • IBU 30-45
  • ABV 4.2 – 5.8

Secondo le linee guida di BA:

  • OG 1044-1052
  • IBU 30-45
  • ABV 4.1 – 5.1

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Esempi commerciali

Le linee guida del BJCP indicano queste esempi commerciali: Bernard Sváteční ležák, Gambrinus Premium, Kout na Šumavě Koutská 12°, Pivovar Jihlava Ježek 11°, Primátor Premium, Únětická 12°. Ovviamente gli esempi includono anche la Pilsner Urquell.

Birre pils italiane

Il panorama birrario artigianale nostrano ha prodotto molte buone birre pils, alcune fedeli alla tradizione boema e altre più innovativie. Tra le possibili scelte vanno citate la storica Tipopils di Birrificio Italiano (ispirata alle German Pils), la Magut di Microbirrificio Lambrate, Bohemians Pilsner di Canediguerra, La Grigna di Birrificio Lariano, Vetra Pils di Vetra. Si consigliano anche Man Bassa di 50&50 Craft Brewery e Rubia di Birrificio Geco.

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Per approfondire la conoscenza delle birre pils:

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