La birra agricola

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La birra agricola in Italia

La birra agricola è un prodotto che suscita molto interesse, trainata dalla notevole attenzione indotta dalla birra artigianale italiana. Nel paese dal più grande patrimonio culinario al mondo, in cui anche le bevande alcoliche hanno grande importanza, la birra agricola si inserisce tra quei prodotti che esprimono genuinità, tradizione e territorialità.

La tradizione culturale birraria in Italia ha radici molto giovani, soprattutto se paragonate a quelle dei paesi della grande tradizione brassicola, come Belgio, Germania e Inghilterra. La giovane età e la grande recente espansione della birra artigianale hanno creato un comparto che necessita di regole, soprattutto per evitare “infiltrazioni” da parte di competitor inattesi.

La birra agricola non è esente da tali bisogni, tanto da essere regolata e definita da indicazioni ben precise.

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COBI e Birragricola

Un primo e importante passo in avanti verso la rivendicazione identitaria della birra agricola avviene per mezzo del COBI, il Consorzio Italiano Produttore dell’Orzo e della Birra. Il COBI nasce in realtà a seguito dell’attività della sede marchigiana di Copagri, la Confederazione Produttori Agricoli.

Negli anni 90, in seguito alla crisi del mercato agricolo, Copagri Marche si pone l’obiettivo di risollevare il settore grazie all’obiettivo di mettere l’agricoltura nelle condizioni di confrontarsi con un mercato tutto nuovo per il nostro Paese, quale quello della birra non industriale. Il lavoro della confederazione viene premiato con la pubblicazione del decreto DM 5 agosto 2010  che riconosce la birra come prodotto agricolo a tutti gli effetti.

Il decreto permette quindi agli agricoltori di produrre birra con i propri cereali, pur mantenendo lo status e la qualifica di azienda agricola. La legge prevede l’uso prevalente di materia prima di provenienza aziendale. La birra è però un prodotto di seconda lavorazione derivato dal malto e non dal cereale, quindi ogni azienda dovrebbe dotarsi di una malteria. Per questa esigenza nasce il COBI e la seguente realizzazione della malteria consortile di Ancona.

Le aziende aderenti possono produrre birra agricola esponendo il marchio Birragricola Italiana, purché si seguano le direttive del disciplinare, che impone l’utilizzo di materie prime coltivate all’interno dell’azienda per un minimo del 70%, ben superiore al 51% della ordinaria birra agricola.

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Birra Agricola

La produzione di Birra Agricola viene regolamentata dal Decreto Ministeriale 212/2010 che esplicita che gli agricoltori devono produrre birra agricola con materia prima prodotta in proprio non inferiore al 51%. Oltre agli obblighi comuni a tutti i produttori di birra, i birrifici agricoli devono disporre dei seguenti requisiti:

  • produzione diretta delle materie prime utilizzate nell’elaborazione del prodotto per almeno il 51% del fabbisogno aziendale (c.d. “criterio della prevalenza”)
  • utilizzo del 51% sul peso totale del malto d’orzo, essendo di gran lunga l’ingrediente prevalente

Nell’etichetta devono essere riportati (in comune con le usuali etichette di birra):

  • denominazione di vendita
  • grado alcolico
  • allergeni (in grassetto)
  • marchio, nome o ragione sociale del produttore o confezionatore
  • stabilimento di produzione, lotto, termine minimo di conservazione
  • volume nominale

Sono elementi facoltativi:

  • dicitura Birra artigianale
  • dicitura Birra Agricola o Rurale o Agribirra
  • stile di birra
  • descrizione
  • ingredienti non allergeni
  • grado alcolico sopra il 10% in volume
  • birra speciale, doppio malto, etc

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Birra contadina

Se per produrre birra agricola è sufficiente l’uso del 51% delle materie prime prodotte all’interno dell’azienda – percentuale che sale al 70% per i produttori associati a Birragricola Italiana – la birra contadina si pone un obiettivo più ambizioso.

Nel 2016 Massimo Prandi, enologo e tecnologo alimentare, docente presso la Scuola Enologica di Alba e cofondatore del birrificio Cascina Motta, decide di registrare il marchio “Birra contadina”. L’obiettivo è la produzione di una birra agricola prodotta con materie coltivate e trasformate in loco al 100%.

Lo stesso Massimo Prandi spiega il progetto:

“La birra agricola è una definizione legale che regola le caratteristiche di una birra realizzata in prevalenza con materie prime coltivate nell’azienda agricola. Questo implica che la trasformazione avvenga all’interno della stessa azienda agricola ma lascia spazio all’uso di altri ingredienti che possono essere acquistati al di fuori.

Oltre al possibile acquisto di malti, luppoli e altre materie anche le trasformazioni possono avvenire all’esterno, come la maltazione. Questa procedura risulta secondo me una contraddizione per un prodotto che dovrebbe essere territoriale e a filiera corta. Se consideriamo che molti birrifici agricoli affidano la maltazione ad aziende che operano all’estero è ancora più lampante la contraddizione, per un prodotto che dovrebbe essere quanto mai locale. Il risultato è una birra agricola e km 0 prodotta con orzo locale maltato a centinaia di km di distanza.

E’ opportuno separare la definizione legale di birra agricola dal reale concetto di birra agricola, inficiato dalla possibilità della lavorazione al di fuori dell’azienda, che può arrivare sino al 49% degli ingredienti.”

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La birra contadina di Cascina Motta

“Data la definizione legale di birra agricola ci sono varie attività che la producono. Per questa motivo noi di Cascina Motta abbiamo adottato il concetto di birra contadina: noi produciamo tutti gli ingredienti e processiamo tutte le trasformazioni all’interno della nostra cascina, dalla semina dell’orzo alla maltazione.

Il concetto di birra contadina è quindi più ristretto, perché la nostra birra agricola è prodotta al 100% all’interno dell’azienda. Non esiste un’altra azienda che fa questo. Gli altri birrifici agricoli non coltivano tutte le materie prime all’interno della propria azienda, oppure non affinano tutte le trasformazioni. Noi abbiamo inoltre il grande vantaggio di avere iniziato sin da subito seguendo questo principio, e quindi di non esserci riconvertiti in corsa.

Questa volontà di produrre birra agricola al 100% da una parte ci limita, perché non possiamo produrre tutti gli stili di birra ma solo quelli di cui possiamo produrre gli ingredienti. Abbiamo limiti in termini di tipologie di malto e luppolo, quindi gli stili birrari non sono infiniti. Non produciamo birre molto luppolate perché non possiamo coltivare tutti i luppoli e anche alcune birre speciali non trovano spazio, a causa dei tipi di malto che produciamo.

E’ un compromesso che ci permette di produrre birra 100% made in farm, seguendo in ogni caso le tradizioni del passato secondo le quali le birre venivano prodotte con le materie prime a disposizione.”

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GUARDA LE BIRRE AGRICOLE

BIRRE DI CASCINA MOTTA

 

Si ringraziano: cobi | copagri | cascina motta

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