Una visita al ReTorto

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Il Retorto d’Emilia

Retorto è un birrificio emiliano sorto nel 2011 per opera di tre fratelli. Nel corso del tempo si è conquistato una solida credibilità nel settore della birra artigianale, grazie alle indubbie qualità delle birre, ma anche dal modo di porsi sul mercato e nel settore.

I tre fratelli Ceresa (ai quali si è aggiunto un quarto componente) sono infatti persone genuine e capaci, che sembrano saper trasferire anche nelle loro birre il piacere che si prova parlando con essi. E infatti, nel corso di una lunga “battuta di caccia” nelle splendide zone dell’appennino emiliano, incontriamo i ragazzi del Retorto.

In birrificio ci accoglie Monica, che ci mette subito a nostro agio con la tipica cordialità emiliana:  i due birrai, entrambi casualmente di nome Marcello, sono impegnati in produzione. Nel grazioso spaccio che ci ospita facciamo due chiacchiere con Monica.

birrificio retorto

La nascita del birrificio

Come nasce Retorto?

“Nasce nel 2011 da un’idea di mio fratello (Marcello), il quale aveva già lavorato in alcuni birrifici della zona. Dopo un periodo di approfondimento – io non conoscevo molto del settore – ci siamo gettati nell’avventura. Marcello è in produzione, io mi occupo dell’amministrazione e del coordinamento della parte grafica, e Davide ci da’ una mano per il web.”

Da dove arriva il nome Retorto?

Retorto è un paesino nella Val Nure, con il quale non abbiamo in realtà un legame diretto, ma è la nostra valle e la conosciamo bene. Poi ci è piaciuto immaginare l’ipotetico Re che fosse Torto a causa di qualche birra di troppo.”

Come è avvenuta la formazione tecnica?

“Marcello ha avuto una intensa esperienza da homebrewer, durante la quale si è documentato attraverso libri e web. In seguito ha svolto un corso inerente alle questioni fiscali e gestionali di un birrificio. La ‘tecnica’ l’ha imparata lavorando, prima in un birrificio piacentino e poi da Toccalmatto.”

E poi è iniziata l’avventura…

“Abbiamo acquistato l’impianto nel 2011 e all’inizio del 2012 abbiamo cominciato a fare cotte, partendo da 4 birre. Adesso produciamo una quindicina di birre, soprattutto partendo da ciò che ci piace, ma anche dando un occhio al mercato.

Cerchiamo di avere uno stile riconoscibile: non ci piacciono birre troppo estreme, siamo più per l’equilibrio e la bevibilità.

L’importante è che la birra piaccia alla gente e non sia una dimostrazione di stile; troviamo giusto assecondare il gusto delle persone e stare al passo con il mercato.”

birre artigianali retorto

Le birre del Re

Quale birre vanno per la maggiore?

“La Morning Glory, la nostra APA, è la birra più conosciuta. Anche la Latte Più, la Daughter of Autumn, la Black Lullaby e la Krakatoa hanno affezionati tra la clientela.”
[nel frattempo entrano dei clienti: c’è un bel clima all’interno dello spaccio, la gente pare rilassata e cordiale]

Come scegliete il nome delle birre?

“Spesso battezziamo le nostre birre con riferimenti cinematografici e musicali. A volte i nomi vengono prima delle birre, in altre occasioni facciamo fatica a trovare un nome che piaccia a tutti.”

retorto

La birra artigianale in Emilia

Nella vostra zona vi sono altri birrifici artigianali, è segno che qui la birra artigianale è apprezzata?

“Noi abbiamo faticato molto per imporci nella zona, all’inizio avevamo un solo locale che teneva una via nostra, c’era molta diffidenza in genere da parte della gente. Poi lentamente è aumentato l’interesse e noi siamo usciti alla grande. Siamo presenti in molti locali e in molti eventi: il ragazzo che è uscito ora fa parte del comitato che organizza la Pontremoli-Bobbio, che riforniamo.

Quale può essere il vostro pubblico?

“E’ un pubblico eterogeneo, sui 25-45 anni, ma tra i clienti qui allo spaccio ci sono anche ragazzi di 80 anni. Abbiamo anche clienti che arrivano da lontano, magari facendo dei tour che includono altri birrifici. Ci sono clienti ricorrenti e abituali. E’ una clientela piuttosto variegata.

La nostra sede è in un piccolo paese e non è in una posizione di passaggio: le persone che vengono qui lo fanno perché sanno di trovarci. In genere il cliente locale non è per forza un conoscitore di birre artigianali mentre chi viene da lontano in genere è un appassionato del settore. A livello locale c’è molta curiosità e c’è anche molto spazio per la conoscenza.”

Avete visibilità locale o nazionale?

“Noi lavoriamo tanto in Lombardia, Veneto e Lazio, perchè abbiamo dei distributori che lavorano bene. Poi lavoriamo molto in locale, e dove possiamo arrivare fisicamente grazie agli eventi di settore e non.”

marcello cereda retorto

Entrano altri clienti nello spaccio, e approfittiamo per andare a trovare Marcello in sala cottura, alle prese con la pulizia di un tino. Dopo un giro dell’impianto ce ne andiamo con una scorta di birre di Retorto e la piacevole sensazione di aver trovato un luogo veramente piacevole, grazie a chi ci lavora. Evviva il Re!

Da un’occhiata alle birre di Retorto

LE BIRRE DI RETORTO

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