La birra senza glutine

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Birra senza glutine

Birra gluten free, gluten removed, per celiaci, senza glutine: questi termini sono entrati a fare parte del mondo della birra, e più in generale nel settore dell’alimentazione e della ristorazione. Le birra senza glutine è un prodotto che si è tolto quella veste di surrogato della birra, diventando a tutti gli effetti una normale birra, con tutti i possibili pregi e difetti delle altre birre. Ma con il beneficio di poter essere consumata anche dal numeroso, ed un tempo meno considerato, popolo formato dagli intolleranti al glutine.

Le grande capacità dei birrifici sparsi per il mondo e l’ampia richiesta di bevande e alimenti gluten free ha reso popolari e diffuse le birre senza il glutine. Tanto che in molti casi la caratteristica di rientrare nei prodotti senza glutine diventa assolutamente secondaria rispetto all’alta qualità.

Necessità di una birra senza glutine

La birra senza glutine nasce da una reale necessità che non poteva essere ignorata. La birra rimane una bevanda tra le più consumate nel mondo, ed ogni nazione ha una propria tradizione produttiva. L’intolleranza alla celiachia è un disturbo che coinvolge milioni di persone nel mondo, ed è in continuo aumento. Questo fenomeno forma quindi un potenziale pubblico che crea un mercato ampio e assetato, pronto a riprovare il piacere di bere buona birra.

Se da un lato nasce un prodotto che va a posizionarsi perfettamente sul mercato, in quella nicchia sempre più ampia rappresentata dalle persone celiache, d’altro canto le birre senza glutine diventano un motivo per allievare un disagio nella vita quotidiana di molte persone. E’ necessario introdurre la questione delle celiachia per meglio spiegare le birre senza glutine.

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La celiachia

Prima di approfondire la conoscenza della birra gluten free occorre fare un passo indietro: cosa è la celiachia? Essa è un’intolleranza alimentare nei confronti del glutine, e si manifesta come un’infiammazione dell’intestino tenue. Il celiaco deve evitare gli alimenti che contengono glutine, e quindi molti tipi di cereali. Grano, frumento, farro, orzo, avena, segale e spelta diventano alimenti off limits, e con essi i loro derivati. Pasta, pane, pizza, dolci, fritti, cibi impanati, zuppe e un’infinità di cibi e bevande, compresa la birra.

L’intolleranza al glutine preserva ancora molte domande prive di risposta poiché presenta caratteristiche curiose. La celiachia può presentarsi a qualsiasi età e le cause possono essere sia genetiche che ambientali. Si manifesta con sintomi molteplici, che variano molto da individuo ad individuo, e non è sempre diagnosticabile in prima battuta.

Inoltre ogni individuo possiede una sensibilità diversa nei confronti del glutine: alcuni si regalano delle saltuarie concessioni, altri non possono che mantenere un saldo rigore. La cura? Evitare i cibi contenenti glutine, e per gli amanti della bevenda fermentata per eccellenza, la birra senza glutine diventa una manna dal cielo.

Diffusione della celiachia

La celiachia è un’intolleranza molto presente nella società moderna e in continua espansione. Attualmente si calcola che almeno l’1% della popolazione debba fare i conti con il glutine, e la percentuale teorica sale se si considera la mole di persone affette ma inconsapevoli.

Nel 2018 gli intolleranti al glutine erano circa 600.000mila in Italia, con una crescita percentuale annua del 9%. Senza prendere in considerazione i dati ufficiali e perdersi nella contestualità dei numeri, è sufficiente guardarsi intorno. Da oltre un decennio sono comparsi in molte città e comuni i negozi specializzati in prodotti alimentari destinati ai celiaci, e a persone con altre intolleranze.

Lo stato, demandando alle regioni, eroga un bonus mensile per coloro i quali vengono riconosciuti affetti da intolleranza al glutine. Tale provvedimento alimenta l’industria, la ricerca e la diffusione di cibi e bevande privi di glutine: anche molti ristoratori hanno deciso di convertirsi alla cucina senza glutine, o di destinare parte del menù ai sostentori del gluten free.

Dopo pasta, pizza e pane privi di glutine, poteva mancare la birra senza glutine?

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Le prime birre senza glutine

Allo stato attuale i prodotti definti erogabili, e cioè pagabili grazie al bonus celiachia fornito dalla regione, sono molti e si trovano ovunque. Un tempo venduti solo nei negozi specializzati, questi alimenti si trovano ora anche nei supermercati e presso i punti vendita della grande distribuzione. La birra priva di glutine è stata una dei prodotti che per primo ha riempito gli scaffali dei negozi, e che ha compiuto il salto anche nella gdo.

Tra le prime birre prodotte viene ricordata la Estrella Damm Daura, lanciata nel 2006 dall’azienda catalana Estrella Damm, che si è imposta all’attenzione pubblica perché priva di glutine. Nel corso degli anni, con la grande notorietà che ha subito la questione celiaca, molti altri birrifici industriali hanno fiutato l’affare, gettando sul mercato birre gluten free.

Come viene prodotta la birra senza glutine?

La birra senza glutine viene prodotta secondo due metodi differenti, che portano a due diversi generi di prodotti: la birra gluten free e la birra gluten removed.

La prima tipologia di birra viene brassata attraverso ricette che prevedano l’uso di cereali diversi dall’orzo e dal frumento, ma anche da segale e avena. Scordatevi quindi oatmeal stout, rye IPA e tutte quegli stili che prevedano l’uso di cereali contenenti glutine. In genere vengono impiegati nel grist altri cereali, come riso, mais, miglio, grano saraceno e altre materie prime alternative.

Nel caso della birra gluten removed le ricette tradizionali non cambiano, ma il processo produttivo si arricchisce di una fase supplementare, la deglutinazione. La birra viene prodotta con malto d’orzo ed altri cereali: successivamente viene inoculato un enzima che abbassa il livello di glutine sotto alla soglia di 20ppm, divenendo somministrabile e non dannosa agli intolleranti. Questi parametri sono definiti dal Regolamento 41/2009 della Commissione Europea del 20 gennaio 2009.

Birra con e senza glutine

Escludendo quelle birre prodotte attraverso processi industriali, come logico, la differenza tra le birre tradizionali e quelle senza glutine non è spesso riscontrabile. Le birre gluten free hanno caratteristiche differenti, per via dell’apporto dei cereali alternativi. Le birre gluten removed sono a volte più apprezzate rispetto alle prime, anche se in genere risultano avere meno corpo. E’ impossibile stabilire un quadro generico, essendo il mondo delle birra artigianale ampio e variegato.

In molto casi la peculiarità di essere gluten free è secondaria rispetto alla qualità della birra: ci sono birre che piacciono e vendono oltre alla questione celiaca. E’ il caso della Sunray prodotta dal birrificio The Wall, una american pale ale amatissima, o alla celebre Awanagana, la ale prodotta dal Piccolo Birrificio Clandestino di Livorno.

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Le birre artigianale senza glutine

Oltre alle già citate Sunray e Awanagana ci sono molte birre artigianali senza glutine prodotte da birrifici italiani. War, Baladin, Crak, La Casa di Cura: sono solo alcuni birrifici che producono ottime birre per celiachi, confermando l’altissimo livello delle birre italiane.

Al di fuori dell’Italia ci sono ottime birre per celiaci, prodotte da birrifici specializzati in questo genere di birre, oltre che birrifici noti in tutto il mondo. E’ il caso di Brewdog, To Ol, Mikkeller, St Peter’s, tanto per citarne alcuni.

Birre artigianali senza glutine

American Pale Ale - Pale Ale

SUNRAY

3.70

TIPOLOGIA: AMERICAN PALE ALE IBU 33 ABV 5% FORMATO: 33cl BIRRIFICIO: THE WALL NAZIONE: ITA

American Pale Ale - Pale Ale

AWANAGANA

3.90

TIPOLOGIA: EUROTROPICAL PALE ALE IBU 22 ABV 5% FORMATO: 33cl BIRRIFICIO: PICCOLO BIRRIFICIO CLANDESTINO NAZIONE: ITA

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BIRRE SENZA GLUTINE

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