Il Birrificio dei Laghi

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Il Birrificio dei Laghi si trova a Vergiate, nei pressi del fiume Ticino, confine naturale tra le regioni di Lombardia a Piemonte.

Il paese è noto per essere stato la sede di una importante azienda di aeroplani; qui l’industria aeronautica è il motore dell’economia locale. Almeno sino a quando non verrà sostituito dall’attività brassicola dei due fondatori del Birrificio dei Laghi.

Michele e Nazzareno ci accolgono con la consueta cordialità presso il loro impianto: non è infatti la prima volta che ci rechiamo in visita al Birrifico dei Laghi. Nazzareno è alle prese con le etichette e Michele, il birraio, si presta a rispondere alle nostre curiosità mentre la Eve, la Pils di casa, è in ammostamento.

 

Il birrificio

Come nasce l’idea di aprire un birrificio?

Io una decina di anni fa ho iniziato a fare birra in casa come molti, e questo approccio è comune per tanti birrai. Il punto di partenza è il classico kit luppolato di Mr. Malt, che personalmente mi è stato regalato da mia sorella a Natale.

Data la passione verso la birra (ed anche il consumo) ho pensato che sarebbe stato interessante mettermi in gioco e provare a produrre da me la birra. Mi è sempre piaciuto cucinare e offrire le creazioni ai miei ospiti.

L’esperienza con i kit non è sempre stata entusiasmante, e credo che questo aspetto freni le ambizioni di molte persone. Il risultato della birra prodotta con kit è evidentemente differente dall’aspettativa che, soprattutto i neofiti, possono avere.

Dopo un paio di kit ho optato per lo step successivo, il metodo E+G, con ricette ideate da me; ho continuato in questo modo per anni, presentando anche qualche birra ad alcuni concorsi. La mia birra di natale ha vinto un paio di concorsi e questo mi ha dato la spinta per il successivo step, adottando l’All Grain.

Poi è avvenuto l’incontro con Nazzareno, presentatomi da un amico comune il quale aveva l’idea di aprire un birrificio. Dopo avere provato le mie birre fatte in case abbiamo deciso di intraprendere l’avventura insieme. Così è nato li il Birrificio dei Laghi.

A cosa è dovuto il nome “Birrificio Dei Laghi”?

La scelta è stata piuttosto frettolosa perchè dovevamo avere un nome per espletare le pratiche burocratiche. Considero il nome molto importante e ho impiegato troppo tempo per decidere; Nazzareno invece è stato veloce e risoluto e ha optato per il Birrificio dei Laghi.

Qui a Vergiate siamo a breve distanza dai laghi Maggiore, di Varese, di Monate, di Comabbio. Io in aggiunta, che sono piemontese ma anche “stronzo”, nel logo ho inserito solamente il lago Maggiore e il lago d’Orta.

 

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Le birre del Birrificio dei Laghi

Quali birre producete?

Ad oggi abbiamo 6 birre: Eve, BPM, Mav, Vasilij, Uncle Geppy e Madamina.
La Eve è una german pils molto classica e priva di luppolatura particolare, basata su tutto il mondo erbaceo come le birre tedesche vogliono. Ha un buon grado di amaro e una buona secchezza, e un corpo vagamente mielato che bilancia l’amaro.

BPM è la nostra belgian pale ale. Presenta note fruttate e speziate, controbilanciate da una luppolatura moderna grazie all’uso di Amarillo e Styrian Goldings in dry hopping. E’ una belga piuttosto moderna.

La MAV è dedicata alla memoria della persona che ha fatto incontrare Nazzareno e me, e che quindi ha in parte contribuito a tutto questo. E’ una double ipa ambrata con una luppolatura muscolosa che le conferisce 115 IBU, con un corpo alcolico del 7,5%. Sono impiegati i tre luppoli americani che hanno rivalutato il mondo craft: Cascade, Simcoe e Columbus.

Abbiamo la Vasilij, una Imperial Stout con l’aggiunta di malti torbati che le danno un sottofondo fumoso. Per aumentare la complessità aggiungiamo lo zucchero Muscovado per aumentare la percezioni balsamiche legate alla liquirizia.

Uncle Geppy è una english bitter da 4,5 gradi molto classica, dedicata al mio publican di fiducia. Presenta tutte le caratteristiche che ci si attendono da una bitter e nonostante il basso grado alcolico ha un buon corpo.

La Madamina Pautasso è la blanche di casa, piuttosto atipica nel suo genere. Rientra nei canoni dello stile e punta sul lato acidulo e citrico piuttosto che sulla dolcezza. Contiene i malti e i luppoli necessari con l’aggiunta del luppolo Amarillo, che amo inserire nelle belghe per svecchiarle. In questa blanche abbiamo voluto usare la scorza di limone invece della classica arancia. 

Stiamo inoltre trattando con delle aziende vinicole per rifornirci di mosto, probabilmente di Nebbiolo, per produrre la nostra IGA. Ma siamo ancora work in progess…

A cosa vi ispirate nella scelta delle birre?

Semplice: al mio gusto personale. Produco ciò che mi interessa produrre, e infatti non siamo interessati solo a stili commerciali.
La Pils, ad esempio, è anti commerciale in un impianto dalle dimensioni ridotte come il nostro, ma abbiamo voluto fortemente produrla.

Non potremmo definire lo stile bitter molto in voga, ma a me piace molto e la produrremo a breve. L’idea della vendita e del guadagno al momento non può essere un fattore principale. Quando imbastisci un progetto di questo tipo esistono anche delle connotazioni artistiche e non solo tecniche. La scelta di produrre una birra nasce da un’idea, e il risultato sono birre che hanno un’anima e qualcosa da dire.

Data la vostra tendenza artistica, come scegliete i temi per le etichette?

Quando scrivo la ricetta di una birra ho un tema al quale mi ispiro. Quando ho elaborato la Eve, dedicata a mia moglie, pensavo a lei e a momenti particolari trascorsi insieme. Così mi sono messo in contatto con un tatuatore del mio paese che disegna in stile acquarello, il quale ha elaborato le etichette dietro ad alcune indicazioni, creando così delle opere uniche.

 

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Il mondo attuale della birra

Le etichette conducono ad un argomento molto presente e a volte controverso: il marketing.

Le nostre etichette sono forse appariscenti ma non incentrano l’attenzione sul materiale, togliendola dal prodotto. Infatti abbiamo optato per delle comunissime (ed economiche) bottiglie long neck, anche per non dare troppo peso al packaging e a ciò che non sia la qualità della birra.

Prima di essere un produttore sono un consumatore, e quando vedo delle bottiglie troppo curate dal punto di vista del marketing, sono diffidente, se non conosco il birrificio. E’ un’idea del tutto personale, e nella filosofia dell’attività non siamo stati estremi, restando nel mezzo. Non possiamo dimenticare che il consumatore, quando vede una bottiglia, ha il suo pensiero.

Attualmente i grandi produttori industriali si stanno facendo più vicini alle realtà artigianali, almeno esteriormente:

In realtà credo abbiano paura. Hanno perso circa il 4% del mercato a nostro favore, e forse vogliono riguadagnarlo. In questo modo credo confondano le idee al consumatore. Sono tante le persone che, acquistando una Poretti X luppoli, sono convinte di avere tra le mani un prodotto artigianale.

Certamente non hanno acquistato una lager ultra economica, ma un prodotto che non può avere lo stesso significato e il medesimo lavoro che sta dietro ad una produzione di birra artigianale.

E’ doveroso aggiungere che artigianale non significa buono: ci sono dei prodotti artigianali che non hanno molta ragione di esistere. Allo stesso tempo esistono delle birre industriali che mantengono una loro dignità di birra industriale. Il fatto che mi infastidisce è la volontà di confondere le idee al consumatore.

Il fatto di acquistare delle presunte birre artigianali nei punti vendita della grande distribuzione dimostra che l’acquirente abbia un potenziale interesse nei confronti di un prodotto di un certo livello. E potrebbe essere il primo step verso un percorso che lo porti verso una crescita. E’per questo che questa scelta commerciale dei grandi produttori industriali potrebbe ritorcersi contro essi stessi.

Secondo te quale potrebbe essere uno stile che potrebbe venire riscoperto?

Negli ultimi dieci anni siamo passati dalla dolcezza del Belgio all’onda amara degli USA. Ultimamente sono stati riscoperti anche stili poco noti come le Liepzig o le Gose, ma anche le birre acide, che rimangono forse all’interno della nicchia degli appassionati.

Forse si stanno perdendo di vista alcuni stili classici e semplici, come quelli tradizionali inglesi: parlo di Bitter, Scotch, Old Ale e India Pale Ale. anca quel sapore terroso che sa di pub!

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Birre e distribuzione

Quali birre preferisci?

Personalmente ho delle birre che preferisco ma sono variabili dai momenti dell’anno e da momenti di vita.

C’è stato l’amore per le birre del Belgio, grazie alla scoperta della Phantom, una Saison che ora è molto più stabile di una volta. Se trovi la bottiglia in forma scopri un universo! Quando arrivarono le prime IPA vennero introdotte delle birre molto interessanti, che mi colpirono.

Anche il mondo delle birre acide ha sempre esercitato un certo fascino, anche se ora con meno intensità. Andrei avanti dei mesi a bere Cantillon!

Un altro prodotto che trovo spettacolare è la Cuveè des Jacobins, una Red Flamish veramente unica. Però non posso dirti che sia la mia birra preferita, perché in realtà non c’è una birra ne uno stile preferito.

C’è il momento della vita adatto ad una birra: nel giorno del mio matrimonio, durante il taglio della torta, ho stappato un Cantillon acido all’albicocca invece dello spumante.

Quali canali che usate per proporre al pubblico le vostre birre?

Al momento ci proponiamo ai pub, assaggiando le birre insieme al publican. E’ importante far capire la filosofia e la passione che ci mettiamo. Mi rendo conto che i gestori dei locali si trovino alle prese con persone che propongano i loro prodotti almeno un paio di volta alla settimana. E’ normale non essere sempre accolti a braccia aperte. A questo livello possiamo ancora mantenere un rapporto confidenziale con chi ci beve.

Non ci sono ancora dei canali di distribuzione ufficiali, non al momento. Qui a Vergiate abbiamo le nostre birre in due o tre bar, mentre il passaparola porta le persone direttamente qui allo spaccio.

Il fatto piacevole è che qui al Birrificio dei Laghi si presentino spesso degli homebrewer per chiedere consigli o pareri, e non posso scordare che quando iniziai i consigli di un paio di professionisti mi aiutarono molto.

Progetti

Perchè dovrei bere la tua birra?

Perchè non assaggiarla? Potresti precluderti un mondo da scoprire. Se vuoi imparare a conoscere le birre devi assaggiarne parecchia, devi far fare un po di chilometri al tuo fegato! Il dato confortante è che difficilmente chi ha acquistato le nostre birre non ritorni.

Progetti futuri?

Allargare la cantina con almeno un paio di fermentatori nuovi. Il resto dipenderà dall’andamento del mercato.

 

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Per approfondire la conoscenza del Birrificio dei Laghi è caldamente raccomandato assaggiare le loro birre artigianali, disponibili nel magazzino di Birra E Birre beer shop on line.

LE BIRRE DEL BIRRIFICIO DEI LAGHI

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