50 & 50 , open your mind & enjoy all!

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Il birrificio 50 & 50 a Varese

A Varese e provincia il movimento della birra artigianale gode di buona salute, grazie a locali che propongono birra di qualità, attività che organizzano eventi e ovviamente ai birrifici. Tra questi – poco meno di una ventina – 50 & 50 è una realtà consolidata, indubbiamente uno dei migliori birrifici di Varese e provincia.

La filosofia di 50 e 50 è “quella di selezionare materie prime di qualità, in modo da proporre un prodotto genuino e fruibile a tutti. Tutte le nostre birre sono riconoscibili grazie alla facilità di bevuta ed equilibrio, partendo dalla chiara in stile pils fino ad una double ipa super luppolata.”Quanto basta per amare le birre di Elia e Alberto, che ci accolgono in birrificio per due chiacchiere e una birra.

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Come nasce un birrificio

Come avete iniziato?

Elia racconta la scoperta della birra artigianale. “Per disgrazia un sacco di anni fa, nel 2001: navigando in internet trovai il banner di un sito australiano recitava “make you beer at home”.  Non c’erano ancora i kit al supermercato o nei bricolage. Spesi 300 mila lire e ricevetti un secchio: ai tempi Mr Malt non si vedeva molto sul web, altrimenti avrei speso di meno.

In quel periodo frequentavo il Birrificio italiano e Lambrate per cui vivevo il grande fermento di quegli anni, che ha permesso l’esplosione della seconda generazione di birrai. Dopo il primo kit ho deciso che avrei fatto il birraio.”

La carriera da homebrewer

“Io mi sono dedicato fortemente all’ homebrewing facendo all grain. Alberto ha lavorato all’estero per 8 anni nella ristorazione. Quando ci siamo incontrati al suo ritorno lui è rimasto affascinato dal tema della birra artigianale. Una sera al Birrificio Italiano, dopo una lunga bevuta, abbiamo deciso di iniziare. Era il 2010, e dopo 3 anni da quella sera abbiamo aperto ufficialmente il birrificio.

Nel primo locale che ospitava la produzione abbiamo fatto tutti i lavori, dai pavimenti all’impianto. E’ stato un lungo lavoro che ci ha permesso di essere pronti a produrre dal maggio del 2014, dopo 11 mesi dall’inizio.”

Come è avvenuta la tua formazione?

“Ho cercato tutto ciò che fosse disponibile, agli inizi del 2000 la formazione e l’attrezzatura erano carenti.Nel 2001 ti informavi su internet ma cera poca roba rispetto ad oggi, e non eravamo così connessi. Ho studiato grazie a tutto quello che trovavo: libri, manuali universitari e testi di settore. Lo studio è importante, non puoi farne a meno. Se pensi che la birra è composta principalmente da acqua ti rendi conto di quanto sia importante conoscere la chimica.

Noi per ogni birra utilizziamo un tipo di acqua diversa; qui a Varese le fonti sono 5 o 6 e non ho la certezza che l’acqua arrivi sempre dallo stesso punto. Una volta aspettavo di conoscere la fonte in base a quello che dovevo fare. Ogni giorno controllavo l’acqua, diventava quasi un’ossessione. Ora con il controllo dell’acqua direttamente in birrificio diventa un po’ più facile.”

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Il 50 % 50

Come vi dividete i compiti?

“Io (Elia) mi occupo della parte produttiva mentre Alberto segue soprattutto il lato commerciale. Il lato produttivo però diventa un momento di condivisione quando si compiono delle scelte. Quando si pensa ad una nuova birra si condividono le idee: pur essendo diversi abbiamo molti gusti in comune sulla birra, anche se il nostro orientamento non domina completamente la scelta.

Noi cerchiamo sempre e comunque la bevibilità, anche su birre più complesse come la tripel. Crediamo che una volta ogni due mesi vada fatta uscire una birra nuova, anche per questioni di hype. A livello commerciale una birra nuova può fare da traino anche per le altre della gamma, e tramite essa si possono anche promuovere degli eventi.”

Pensi che il livello del bevitore medio possa accrescere la vendita di prodotti artigianali?

“Il bevitore medio è sempre quello: chi si è già avvicinato al mondo delle artigianali va in genere incontro alle birre luppolate, poi si torna indietro. Io ad esempio bevo molte birre a bassa fermentazione, tanto che le pils sono ora le mie birre preferite.”

Le vostre birre?

“L’attuale produzione conta su una decina di birre che vengono sempre prodotte, anche se non tutte sono sempre disponibili nello stesso momento. Catasù e Purtacà sono nate per una vecchia collaborazione con uno street food della zona, le altre si rifanno molto, come nomi intendo, al nostro universo, che riguarda anche il cinema.

Abbiamo anche ricevuto un riconoscimento: la nostra IPL è arrivata terza nel concorso Birra dell’Anno nella categoria hoppy lager, ma è entrata in finale come prima classificata.”

Come vedi il mondo della birra in Italia?

“Potremmo aprire un lungo dibattito. In genere noto che il livello medio si è alzato, i birrai italiani sono capaci. Purtroppo le cose no sono sempre chiare e per guadagnare notorietà c’è anche chi pensa meno alla birra e più alle relazioni.

Ci sono alcune birre che secondo me non sono degne di nota pur essendo prodotti da attività che hanno esperienza e che si giustificano con discorsi che non sono sempre chiari. Inoltre vedo poca collaborazione, si potrebbe fare tanto di più unendo le forze. Si potrebbero fare acquisti collettivi, ad esempio.”

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Il futuro di 50 & 50?

“L’attività funziona, abbiamo cambiato l’impianto e aumentato la produzione. Noi vorremmo che il prossimo passo fosse la riapertura della tap room,  ma questo non dipende dalla nostra volontà.”

Tutte le birre di 50 & 50

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