Le birre del Tasso Alcolico

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Nel vivace settore della birra artigianale nascono molti birrifici, che riescono a conquistare delle quote di mercato. Tra di essi, alcuni si dedicano alla produzione dedicata conto terzi, per fornire della propria birra le numerose beer firm italiane.

E poi c’è il Tasso Alcolico, che con una idea semplice e geniale, ha costruito un progetto di alta qualità, grazie alla collaborazione con alcuni tra i più grandi birrai italiani.

Gabriele Rampinini, uno dei fondatori del Barbaresco enopub di Legnano, la “casa” delle birre del Tasso Alcolico, racconta la genesi del progetto all’interno del locale legnanese.

Le birre del Tasso Alcolico

Come è nato il progetto?

“L’idea è nata nel 2016, con l’intento di fare qualcosa di nuovo in campo birrario, ma sfruttando il patrimonio già esistente. In quel periodo c’erano sempre più birre estreme, creata quasi solo per stupire. Noi abbiamo pensato di coinvolgere chi già era nel mondo birrario, dandogli però uno stimolo a fare qualcosa di diverso. Spesso un birrificio segue una certa linea produttiva e raramente si discosta da essa.

Noi volevamo concedere loro carta bianca in modo che sperimentassero divertendosi, e creando qualcosa di particolare ma qualitativamente elevato. In quel periodo l’incontro più importante è stato con Schigi che ci ha confermato la validità del progetto, dando dei suggerimenti sui birrifici da coinvolgere.

Così abbiamo contatto subito i ragazzi di Hammer, poi Loverier che il “guru” italiano delle birre affinate in botte. Ci siamo detti che se questo progetto doveva avere un senso era necessario coinvolgere i migliori. E tra gli elementi più esperti nel panorama nazionale c’è sicuramente Kuaska con cui collaboravamo già da tempo. Ci siamo trovati a Genova e Kuaska ha subito creduto in questo progetto.

Anche lui ha rimarcato il concetto che i vari birrai pensassero a delle birre che fossero il più possibile lontane da quelle che normalmente erano nelle loro corde.”

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Come avete collaborato con i birrai?

“Noi non proponiamo delle nostre ricette: sarebbe controproducente andare da questi “fuoriclasse” e proporre ricette nostre. I birrai possono fare quello che vogliono, con l’unica regola che deve essere qualcosa che normalmente non fanno.

L’inizio è stato entusiasmante, grazie alla double IPA prodotta da Maltus Faber: è stato una bella prova per loro che sono praticamente belgi nell’anima. Anche Loverier ha prodotto una birra fuori dai suoi canoni. Lui solitamente utilizza 3 o 4 basi, come saison, stout e lambic, e poi fa gli affinamenti in legno o aggiungendo frutta. Per il progetto Tasso Alcolico ha creato una scotch ale, andando a documentarsi con alcuni suoi amici scozzesi. Il risultato è stato una scotch ale come si faceva una volta, ma con affinamento e maturazione in legno.

Si è procurato delle botti che avevano contenuto cognac dalla Francia e le ha usato per la prima volta per noi. Tutto questo impegno è stato sorprendente, dato che in principio è stato difficile coninvolgere. In questo Kuaska è stato un ottimo passpartout. Si consideri che il risultato è stato definito da Simonmattia Riva come la miglior bevuta del 2017.”

Avete mai dato delle indicazioni?

“Inizialmente no, poi avendo qualche birra “in scuderia” vai un po ad aggiustare il tiro su quello che ti manca. In ogni caso i birrai hanno sempre scelto in autonomia.”

Con quali birrifici avete collaborato?

“Al momento le birre del Tasso Alcolico sono prodotte in collaborazione con Birrificio Rurale, Bruton, Maltus Faber, Extraomnes, Montegioco, Birrificio Lariano, Loverbeer, Hammer, MC77 e Beer In. Tutto frutto di frequentazioni, rapporti umani e qualità della birra.

Inoltre, frequentando festival possono nascere collaborazioni come quella con beer in che rispetto agli altri è forse un po’ meno noto ma comunque di ottimo livello.”

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Le birre del Tasso Alcolico sono disponibili solo al pub?

“Nei nostri locali Barbaresco di Legnano e Gallarate ci sono sempre almeno 4 o 5 vie dedicate al Tasso Alcolico e quindi fungono da vetrina per questo nostro progetto. Poi abbiamo due birre tedesche e una via dedicata ad un birrificio ospite.”

Avete prodotti in bottiglia?

“Puntiamo sui fusti, le birre le puoi bere nei locali o durante i festival. Abbiamo solo una birra che produciamo anche in bottiglia, la Legend, che è il Barley Wine prodotto in collaborazione con Extraomnes.”

Il Barbaresco eno pub

Il nome Barbaresco è legato al mondo del vino?

“Il significato è ambivalente: c’è ovviamente il legame con il vino, ma anche con il Palio di Legnano, perchè Barbaresco è la persona che si occupa del cavallo dal momento dell’assegnazione alla contrada fino alla gara.

Fin dall’inizio, una quindicina di anni fa, abbiamo puntato ad un servizio effettuato con estrema cura e a quei tempi non era così scontato.

Dal 2017 abbiamo deciso di dare un’impronta più birraria ai locali pur mantenendo il vino, anche perchè avendo il ristorante, il vino viene visto come principale “partner” durante il pranzo o la cena.”

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Come nasce il progetto del Barbaresco eno pub?

“Il locale è stato fondato nel 2004 da tre soci rilevando un’attività in centro a Gallarate. Abbiamo puntato assolutamente alla qualità delle materie prime, andando alla ricerca di quelle realtà artigianali in giro per l’Italia. Dal Piemonte fino a Trieste e dalla Valtellina fino al Viterbese. Avendo supermercati o centri commerciali nelle vicinanze cerchi di differenziarti, non potendo competere sul prezzo.

A Legnano abbiamo una clientela sui 40/45 anni che ricerca una qualità superiore. A Gallarate lavoriamo molto di più sulle pause pranzo, essendo nel cuore della città.

Pensando anche alla clientela, sui nostri menù si trovano le birre del tasso alcolico con un abbinamento gastronomico consigliato. Per diffondere la “cultura birraria” abbiamo creato insieme ad altri locali un’associazione che si chiama “Asse della birra” con cui organizziamo eventi tra cui “birra in Broletto” a Gallarate.

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La Legend prodotta dal Tasso Alcolico in collaborazione con il birrificio Extraomnes è l’unica birra disponibile in bottiglia.

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