Birra e leggi nel Medioevo

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Leggi durante il Medioevo

Le legislature di ogni territorio si sono evolute nel corso della storia, adattandosi alle condizioni sociali, economiche e politiche. Prima che la moneta acquisisse l’importanza e la centralità attuali, le merci erano alla base dell’economia: esse assumevano anche il ruolo di moneta, attraverso lo scambio, il baratto e anche il pagamento.

Cosi servizi e prodotti – quest’ultimi spesso erogati sotto forma di materie prime – assumevano il ruolo di moneta e di valuta. Perciò i prodotti e i manufatti, oltre che beni materiali, diventavano il mezzo attraverso il quale pagare tributi e imposte.

Leggi e birra nella vecchia Gran Bretagna

La birra fa la sua comparsa in Gran Bretagna in epoca romana, anche se alcune fonti datano le prime produzioni molto più indietro, addirittura in contemporanea con gli Egizi e i popoli della Mesopotamia, 5 millenni prima della nascita di Cristo.

Tale dubbio non inficia le antiche origini birrarie dei celti, tra i primi in Europa a produrre la più famosa tra le bevande. La rilevanza della birra – così come l’idromele – si evince anche dalle leggi che venivano applicate nei confronti della stessa produzione e della smercio.

Ciò nondimeno, la birra veniva utilizzata come merce di scambio e come mezzo di pagamento, come confermano le testimonianze storiche pervenute sino ai nostri tempi.

Fine del primo millennio, Leggi di Hywel

A cavallo tra il primo e il secondo millennio dopo Cristo, all’inizio del Basso Medioevo, la birra è fortemente radicata nella cultura anglosassone. Nell’attuale Galles – all’epoca diviso in regni – il sovrano Hywel Dda, noto come Howel il Buono, regna con giustezza su tutto il Gwynedd.

Il re codifica un sistema legislativo – noto come le Leggi di Hywel -che resistono per i successivi 5 secoli, e che ammette, tra gli altri, alcune leggi a favore delle condizioni femminili, delle riconciliazioni tra gruppi famigliari avversi e dei tributi.

Leggi e birra

Hywel Dda, ben prima di Guglielmo IV e del Reinheitsgebot in Germania, introduce alcune leggi relative alla birra, che riguardano la produzione, la vendita, la somministrazione. Tra gli articoli del codice legislativo si trovano le indicazioni circa il volume dei contenitori usati come unità di misura. Sono regolate anche le misure di birra e idromele che vengono somministrate nelle locande.

Birra e idromele sono anche usati come moneta: secondo le leggi locali il tributo sarebbe stato “un tino di idromele (mead), in mancanza del quale sarebbero stati pagati due tini di birra speziata (bragot); in caso di mancanza anche di questi ultimi, quattro tini di birra comune (common ale)”.

Le Leggi di Hywel sono introdotte poco primo dell’inizio del secondo millennio e non – come erroneamente riportato su molti altri articoli – nel XII o XII secolo (il sovrano gallese morì nel 950, secondo alcuni nel 949).

Le bevande locali

L’idromele – mead – era indubbiamente la bevanda più popolare, il nettare degli dei venerato dai popoli del nord, inclusi i Celti, i Vichinghi e i Germani.

La ale – common ale – era la bevanda meno pregiata, ma probabilmente quella prodotta in maggiore quantità, destinata in gran parte per i cittadini dei ceti inferiori.

Bragot – per alcuni bracket, braggot, bragget, bragawd – era la rinomata ale speziata, l’unica bevanda in grado di poter competere con l’idromele. Il termine bragot deriva dalla parola celtica bracis, nome con il quale Plinio e Columella – autentiche autorità in materia di bevande alcoliche – indicavano un’antica forma di grano. Secondo un’altra fonte bragot è la crasi tra i termini brag (malto) e got (nido d’ape), termini comuni sia in Cornovaglia che in Galles.

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