Birra Chimay: storia, tipologie e curiosità sulla birra trappista belga più famosa del mondo
La birra Chimay è oggi una delle birre trappiste più famose al mondo e rappresenta un punto di riferimento assoluto per gli amanti delle birre – non solo di quelle belghe . Prodotta secondo una tradizione monastica secolare, Chimay unisce qualità, spiritualità e una straordinaria ricchezza aromatica che ritroviamo nel nostro calice grazie agli oltre 150 anni di storia che il birrificio ha alle spalle.
Chimay oggi: una birra trappista conosciuta in tutto il mondo
Oggi Chimay è sinonimo di eccellenza trappista. La birra viene prodotta presso l’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont, in Belgio, sotto il controllo diretto dei monaci, nel rispetto delle regole imposte dall’Associazione Internazionale Trappista.
A differenza di molte birre “commerciali”, Chimay mantiene una forte identità artigianale, pur avendo una distribuzione internazionale: è proprio la facilità di reperibilità, almeno nel nostro paese, uno dei motivi del successo di questa birra che può essere trovata dagli scaffali dei supermercati alla cantina di un ristorante, passando per il bancone della nostra birreria di fiducia.
Come da regola Trappista, i profitti non vengono destinati al lucro ma al sostentamento del monastero e a progetti di utilità sociale, rendendo Chimay un esempio virtuoso di economia etica.
Oltre alla birra, il marchio è noto anche per i formaggi Chimay, di altissima qualità, spesso consigliati in abbinamento alle diverse tipologie di birra che l’Abbazia ha da offrire. Venduti nella confezione tipica in legno di pioppo, troviamo formaggi più morbidi fino ad arrivare alla pasta semi-dura. Fiore all’occhiello lo Chimay à la Bière: nato dall’unione tra il caseificio e il birrificio, questo formaggio è prodotto con la birra Chimay Bleue addizionata direttamente nel latte nelle primissime fasi di produzione.

Storia della birra Chimay: da piccolo monastero al successo globale
La storia della birra Chimay è profondamente intrecciata con quella dei monaci trappisti e con la tradizione monastica belga, da secoli legata alla produzione di birra come forma di sostentamento e lavoro comunitario. Tutto ebbe inizio nel 1850, quando alcuni monaci dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza si stabilirono sull’altopiano di Scourmont, una zona remota e poco fertile nel sud del Belgio. L’area, all’epoca quasi completamente incolta, richiedeva un enorme lavoro di bonifica e organizzazione. Come previsto dalla regola monastica “ora et labora”, i monaci iniziarono a coltivare la terra e a sviluppare attività produttive capaci di garantire l’autosufficienza economica dell’abbazia.
Nei primi anni, la produzione di birra era limitata e destinata quasi esclusivamente al consumo interno della comunità monastica. La birra, in quanto bevanda nutriente, era parte integrante dell’alimentazione dei monaci, soprattutto durante i periodi di digiuno e lavoro intenso. Con il passare del tempo, la qualità della birra prodotta a Scourmont iniziò a distinguersi anche al di fuori delle mura dell’abbazia. La crescente richiesta spinse i monaci a perfezionare le tecniche di produzione e ad avviare una distribuzione controllata verso l’esterno, sempre nel rispetto dei principi trappisti.
Nel corso del XX secolo, la birra Chimay attraversò diverse fasi di crescita e modernizzazione. Pur introducendo attrezzature più avanzate, i monaci decisero di non snaturare il processo produttivo, mantenendo l’uso di lieviti storici, la rifermentazione in bottiglia e tempi di maturazione lunghi.
Un momento cruciale fu il secondo dopoguerra, periodo in cui Chimay contribuì in modo determinante alla rinascita e alla diffusione delle birre trappiste belghe a livello internazionale. In questi anni nacquero le versioni che oggi conosciamo come Chimay Rouge, Blanche e Bleue, ciascuna pensata per esprimere un diverso equilibrio tra complessità, bevibilità e struttura.
Oggi la birra Chimay è esportata in tutto il mondo ed è considerata un pilastro della cultura birraria belga. Nonostante il successo globale, la produzione rimane fedele ai valori originari: rispetto della tradizione, qualità senza compromessi e responsabilità sociale.

CREDIT: chimay.com
Le birre Chimay e le loro caratteristiche
Chimay Rouge – Dubbel trappista belga
La Chimay Rouge è una birra trappista Dubbel, equilibrata e morbida.
- Colore: ambrato intenso
- Aroma: caramello, frutta rossa, fruttato e speziato
- Flavour: rotondo, leggermente dolce
- Finale: caldo e armonico
Birra da 7° corposa dalla schiuma morbida, offre il meglio di sé grazie agli aromi fruttati e speziati tipici del lievito proprietario. Per queste sue caratteristiche, è l’ideale per chi si vuole avvicinare per la prima volta alle birre trappiste.
Chimay Bleue – Strong Dark Ale da invecchiamento
La Chimay Bleue è una delle birre trappiste più iconiche della Abbazia.
- Colore: bruno scuro
- Aroma: prugna, uvetta, cacao, spezie
- Flavour: intenso, complesso e strutturato
- Finale: lungo e persistente
Carro armato da 9°, è la più forte della gamma Chimay. Dalla schiuma di media persistenza, è caratterizzata da note maltate e fenoliche che, unendosi, danno vita ad un buoquet unico e straordinariamente complesso. È particolarmente apprezzata per l’invecchiamento, durante il quale sviluppa note micro-ossidative eleganti.
Chimay Tappo Bianco– Tripel trappista
La Chimay Blanche rappresenta lo stile Tripel belga. Il termine Blanche qui non deve trarre in inganno: fa riferimento infatti al colore dell’etichetta.
Colore: dorato carico
- Aroma: floreale, speziato, agrumato
- Flavour: secco, deciso, equilibrato
- Finale: amaro elegante e persistente
Ultima in ordine di tempo nata in famiglia Chimay, è caratterizzata da note di lievito che si accompagnano a sentori agrumati del luppolo. Ottima anche in abbinamento gastronomico, sia con formaggi che con il pesce.
Chimay Dorée (Gold) – Belgian Pale Ale
La Chimay Dorée è una birra trappista leggera, storicamente riservata ai monaci.
- Colore: dorato chiaro
- Aroma: cereali, lievito, note erbacee
- Flavour: fresco e scorrevole
- Finale: asciutto
Prodotta per quattro volte nell’arco di un anno. Di colore giallo carico, quasi torbida, presenta una schiuma fine e poco persistente. La Chimay Doree presenta un buon corpo nonostante un tenore alcolico moderato, e al naso offre sentori maltati, agrumati e speziati, di chiodi di garofano e coriandolo. E’ una birra ottimamente bilanciata, con un finale secco e dalla grande bevibilità, che la rendono ideale al consumo seriale.

CREDIT: chimay.com
Curiosità: il colore dei tappi, il lievito e l’acqua ovvero ciò che rende la Chimay così speciale
I tappi
I colori dei tappi delle bottiglie di Chimay non sono decorativi: sono stati scelti per identificare rapidamente le diverse birre prodotte dall’Abbazia trappista di Scourmont. Questa convenzione cromatica è semplice e immediata, utile sia ai consumatori sia ai rivenditori. Ci si riferisce spesso al colore del tappo e non alla birra in sé: si dice ad esempio “mi bevo una Chimay tappo rosso”.
L’acqua
L’acqua, ingrediente fondamentale per la buona riuscita di una birra proviene direttamente dai pozzi posti sotto l’Abbazia: una ulteriore conferma del mantenimento di elevatissimi standard di qualità e precisione tecnica.
Il lievito
Padre Théodore è una figura chiave nella storia del Birrificio Trappista in Belgio: fu il mastro birraio dal 1954 al 1988, celebre per aver isolato il lievito speciale di Chimay, tutt’oggi ancora ben custodito ed utilizzato nella produzione delle varie birra. Da segnalare, infine, che Chimay è stata una delle prime birre Trappiste ad essere rifermentata in bottiglia su larga scala.