Orval, tra birra, storia e leggenda

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Orval e trappisti

Orval è uno dei birrifici storici inclusi nell’AIT, l’Associazione Internazionale Trappista della quale fanno parte 21 monasteri in tutto il mondo. Le sedi religiose appartenenti ad AIT sono autorizzate alla creazione e alla vendita di prodotti che possano recare il marchio ATP, Authenitc Trappist Product.

La necessità di fondare una associazione che tutelasse i monasteri trappisti è da ricercarsi nella salvaguardia dell’alta qualità dei prodotti trappisti, unita allo scrupoloso rispetto di tre principi fondamentali. Tali principi sono:

  • I prodotti devono essere fabbricati all’interno o nei dintorni dell’abbazia.
  • La produzione deve avvenire sotto il controllo dei monaci o delle monache.
  • Il ricavato deve essere destinato alle necessità della comunità monastica, alla solidarietà in seno all’ordine Trappista, a progetti di sviluppo e ad opere di beneficenza.

Le regole si identificano con la filosofia dell’antico ordine dei monaci cistercensi della stretta osservanza, noti con l’appellativo di monaci trappisti. Dei 21 monasteri trappisti ufficialmente riconosciuti da AIT – e dei 176 monasteri trappisti sparsi nel mondo – solo 14 producono birra. Tra di essi 11 sono autorizzati a etichettare le proprie birre con il logo ATP, e non a caso 6 di essi si trovano in Belgio. Orval è indubbiamente uno dei monasteri – e dei birrifici trappisti – più famosi nel mondo, sede della più antica comunità cistercense di tutto il paese.

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Prodotti Orval

Il marchio Orval si trova sulla Orval Trappist Ale, probabilmente la birra trappista più conosciuta nel mondo, anche per la particolare forma della bottiglia simile ad un birillo. La Orval è l’unica birra posta in commercio dal birrificio: ad essa si aggiungono la Orval Vert, reperibile alla spina solo nel locale di mescita del monastero. Sino al 2012 la Petit Orval veniva prodotta ad uso esclusivo dei monaci.

All’interno del monastero, oltre alla Brasserie d’Orval, si trova la Fromagerie de l’Abbaye d’Orval, il caseificio situato nell’antico fabbricato agricolo eretto dall’architetto Vaes, già disegnatore della bottiglia Orval. Il caseificio produce formaggio Orval realizzato con latte vaccino intero, fresco, pastorizzato secondo la certificazione “Milk Sector Quality”. Il formaggio Orval viene prodotto senza sosta dal 1928 secondo l’antica ricetta realizzata dai monaci nel 1816.

I ricavi di tutti i prodotti di Orval, così come gli altri prodotti ATP, sono destinate al sostentamento della comunità monastica e ad opere caritatevoli.

La Orval Trappist Ale

La Orval Trappist Ale è una belgian pale ale da 6,2 gradi alcolici che viene prodotta dal 1931 nella Brasserie d’Orval. Considerato un autentico capolavoro dell’arte brassicola mondiale fù definita da Michael Jackson uno «splendido aperitivo» e un «classico mondiale».

Viene prodotta con malto pale chiaro e cara e luppoli Hallertau, Styrian Goldings e Strisselspalt. Il processo del dry hopping e l’uso del lievito Brettanomyces Bruxellensis contribuiscono alla produzione di una birra tanto complessa quanto facile da bere.

La birra brassata subisce tre fermentazioni, l’ultima delle quali in bottiglia alla temperatura di 15°C per 4 settimane. Ciò favorisce il deposito di vitamine, classico della rifermentazione naturale che avviene in vetro.

L’aspetto tipico della Orval è il colore biondo con riflessi arancioni e la schiuma bianca persistente. Al naso presenta sentori di arancia e susine, oltre a sentori speziati e di lievito. In bocca sapori complessi, dall’amaro del luppolo alle note agrumate e fruttate. Di media carbonatura, la Orval Trappist Ale è una birra complessa e di ottima fattura, che ben si adatta alla maturazione.

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L’Abbazia di Orval

L’Abbazia di Notre Dame d’Orval si trova in località Villers-devant-Orval in Vallonia, nel sud del Belgio e a pochi metri dal confine con la Francia. La zona è quella della storica regione del Gaume, nella quale si parla la lingua romanza. questa zona è contraddistinta da un particolare microclima.

L’edifico religioso venne eretto nel 1132 ma i primi insediamenti sono datati in epoca merovingia. Nel 1070 il conte Arnoud di Chiny invitò un gruppo di monaci Benedettini provenienti dalla Calabria, i quali iniziarono i lavori di costruzione del monastero. Sostituti i Benedettini da una piccola comunità di Canonici, il monastero venne concluso nel 1124.

Nel 1132 alcuni monaci cistercensi dell’abbazia di Troisfontaines raggiunsero i Canonici e insieme fondarono la comunità cistercense. E’ da questo momento che si preferisce iniziare la storia del monastero trappista e della sua comunità.

L’incendio che nel 1252 distrusse il monastero e i successivi tre secoli di guerre (compresa La guerra dei Trent’Anni) resero molto difficile la vita dell’abbazia di Notre Dame d’Orval. La Rivoluzione Francese diede il colpo di grazia, distruggendo il monastero definitivamente.

Nel 1887 la famiglia Harenne acquistò le rovine, dando luogo a quella che viene definita “seconda fondazione”. Nel 1926 gli Harenne donarono la proprietà all’ordine cistercense, per rifondare la sacralità dell’ordine e dei luoghi. Il nuovo monastero fu completato nel 1935 e venne nominato abbazia a tutti gli effetti.

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La Brasserie d’Orval

La produzione di birra all’interno del monastero è probabilmente continuata nei secoli, a favore del consumo della stessa comunità. Nel XX secolo la costruzione di una brasseria moderna diventa una necessità per il sostentamento del monastero. Henry Vaes, noto architetto di Anversa, avvia la nuova fondazione, disegnando anche la sala cottura, il caseificio, la bottiglia e il bicchiere Orval.

Martin Pappenheimer, mastro birraio bavarese, e John Van Huele, birraio belga, crearono con l’aiuto del personale laico la ricetta della Orval, la birra trappista più famosa nel mondo. Dal 2013 la plancia della sala cottura del birrificio è preseduta dall’ingegnere Anne-Françoise Pypaert.

La leggenda

il logo Orval è costituito da una trota, posta verticalmente, che porta in bocca un anello. Questo stemma è la rappresentazione di una leggenda che ha come protagonista una delle figure storico-politiche più importanti del Medioevo italiano, dalla quale leggenda discende il nome Orval.

La Grancontessa Matilda di Canossa, importante feudataria vissuta tra il 1046 e il 1115, si trovava nei dintorni dell’Abbazia di Notre Dame d’Orval in seguito ad un viaggio. Matilda immerse le mani in una fonte d’acqua all’interno della mura del monastero e perse l’anello nuziale, di enorme valore sentimentale. Presa dallo sconforto implorò la Vergine Maria affinché le facesse ritrovare l’agognato anello, che ricomparve in bocca alla trota la quale balzò fuori dall’acqua, proprio davanti ai suoi occhi.

Nel vedere l’anello ricomparire esclamò “questo luogo è un valle d’oro“; da quale momento il luogo divenne Val d’Or, facilmente riconvertito in Orval.

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Altre storie: Matilde di Canossa tra storia e letteratura

La figura della Contessa Matilda di Canossa è associata alla leggenda di Orval ma anche alle numerose vicende politiche del XI secolo in Europa. La contessa viene descritta come donna di potere e devota, molto legata al papato.

Alcuni storici descrivono la feudataria come donna di forti passioni, e le attribuiscono relazioni con i pontefici Gregorio VII e Urbano II. In particolare, la storia dell’amore proibito fra Matilde di Canossa e Papa Gregorio VII viene narrato nel romanzo “Il libro dell’Amore” di Kathleen McGowan.

 

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