Birre di Natale: un incontro tra storia, cultura e tradizione per celebrare il periodo più magico dell’anno.
Nelle molteplici stratificazioni della storia, durante il dipanarsi di secoli e addirittura di millenni, la birra ha ricoperto ruoli centrali nello sviluppo di intere civiltà. Da una mera funzione nutritiva (1) ai salari, fino ad arrivare alle celebrazioni religiose e ai ruoli identitari, passando per la medicina e componente culturale.
Non stupisce che, quindi, siano state create nel tempo delle birre speciali pensate per particolari festività o momenti dell’anno, dalle birre di Pasqua (le famose -ator, nate quasi per caso ad opera dei monaci) alle Marzen (birre di marzo – brassate con un maggiore tenore alcolico per ragioni tecnologiche di conservazione nei mesi estivi).
Poteva dunque mancare, tra queste festività, proprio il Natale?
La tradizione culinaria del Natale è strettamente legata all’utilizzo di particolari spezie quali la cannella, il chiodo di garofano, lo zenzero, la noce moscata e l’anice stellato. Le loro origini come “spezie natalizie” derivano da una combinazione di storia del commercio, simbolismo religioso, e tradizioni culinarie.

Storia del commercio
Durante il medioevo e per tutto il rinascimento, infatti, le spezie erano prodotti rarissimi ed estremamente preziosi su cui si basavano intere economie; le spezie – e il possesso dei territori di origine tramite il colonialismo- furono spesso il movente di guerre tra le grandi potenze dell’epoca (2). Solo i cittadini più ricchi potevano permettersele e anche per loro il consumo poteva essere limitato a poche occasioni all’anno. Non stupisce quindi che le spezie venissero usate nelle occasioni più importanti dell’anno — soprattutto nelle feste religiose, come il Natale.
Simbolismo religioso
Nella tradizione cristiana, l’uso di spezie a Natale richiama anche i doni dei Re Magi: oro, incenso e mirra — tutte sostanze aromatiche e preziose dell’Oriente. Col tempo, le spezie orientali (che profumavano in modo simile a incenso e mirra) divennero un simbolo sensoriale del Natale: il profumo caldo e avvolgente evocava la spiritualità e concretizza il mistero del racconto evangelico.
Tradizioni culinarie
Quando le spezie iniziarono a essere più accessibili sia economicamente che nel tempo e nello spazio, nacquero dolci che oggi consideriamo “tipici di Natale”:
- pan di zenzero (Germania e Inghilterra),
- biscotti alla cannella (come i Zimtsterne tedeschi),
- vin brulé o mulled wine (vino speziato),
- panettone e pandoro in Italia (spesso aromatizzati con cannella o scorze).
Le spezie, dal profumo caldo, si abbinavano perfettamente a bevande calde e dolci invernali, creando un senso di conforto e festa durante i mesi freddi.

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Le birre di Natale
Le birre di Natale hanno quindi origine nel Medioevo nel Nord Europa, in particolare in Belgio e Germania, dove monaci e famiglie preparavano birre speciali per le festività. Inizialmente erano birre fatte in casa, ma la tradizione si è consolidata con la nascita di birrifici commerciali che producevano versioni stagionali più corpose, speziate e alcoliche (3) per celebrare il periodo natalizio. Il Belgio è considerato la patria della birra di Natale moderna (chiamata Kerstbier). I birrifici belgi hanno fatto da modello per tante successive evoluzioni di questa tipologia, caratterizzate da un’alta gradazione alcolica e l’uso generoso di spezie.
Anche in Germania (Weihnachtsbier) e nei paesi nordici (Juleøl) esistevano tradizioni simili, con birre che venivano preparate per le feste e arricchite con spezie come cannella e noce moscata.
Non essendo tutte le spezie disponibili in tutti i mercati – ricordiamoci che l’approvvigionamento dipendeva appunto dal controllo sul territorio di origine, spesso conteso militarmente e difeso con la forza – le birre speziate di questo periodo ci raccontano molto di un territorio: esse ci dicono quali spezie erano disponibili in un particolare territorio e ci raccontano un legame unico con il territorio, stratificato nei secoli fino a diventare cultura gastronomica.
Da un punto di vista sensoriale le birre di Natale si presentano quindi caratterizzate dall’uso di spezie, con il colore che varia dall’ambrato chiaro fino a sfumature più scure. A questo si aggiunge un corpo tra il medio e il pieno e la accettabile presenza di calore alcolico, dovuta alla gradazione più alta del normale. Sono birre interessanti da bere sia in purezza, magari davanti a un camino o con gli amici in una fredda serata al calore di un pub, sia da abbinare con cibi tipici delle tradizioni natalizie come dolci o carni.
L’obiettivo è uno solo: godersi la magia del Natale, gratificarsi della compagnia cogliendo al volo l’occasione di poter mangiare e bere bene!
(2) Basti pensare alle guerre anglo-olandesi: nel 1667 il Trattato di Breda pose fine al conflitto, gli Olandesi cedettero alla controparte Inglese il controllo di New Amsterdam, che divenne quindi New York, in cambio dell’Isola di Run: unico luogo in cui si produceva la preziosissima noce moscata.
(3) L’aumento della gradazione alcolica è anche legato a una necessità pratica di scaldarsi nei periodi freddi invernali.
