L’inspiegabile successo della Tennent’s Super

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Tennent’s Super

La Tennent’s Super è una birra molto conosciuta in Italia, e si è soliti trovarla disponibile sugli impianti di molti pub. E’ una birra definita “commerciale”, quindi non ci si può stupire della facilità di reperirla. La grande T rossa è ben riconoscibile anche nella grande distribuzione, tra gli scaffali di piccoli market e nella stragrande maggioranza dei bar. A volte viene avvistata anche nei ristoranti e sui ripiani di attività all’apparenza insospettabili.

Si può considerare la Tennent’s Super come una consorella delle altre birre industriali che si trovano ovunque, con la differenza di avere qualcosa di diverso rispetto alle altre. Si tratta pur sempre di una birra dal volume alcolico del 9%.

Non voglio farmi domande che non troveranno mai risposta, e di cui non ho un grande interesse nel cercare. Ma in Scozia qualcuno si è domandato il motivo dell’incredibile successo della Tennent’s Super in Italia.

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La Tennent’s Super in Scozia e nel mondo

I numeri

Secondo un articolo dell’Herald Scotland pubblicato nel 2015, le vendite di Tennent’s in Italia relative all’anno di pubblicazione hanno raggiunto i 3,6 milioni di litri. Rispetto all’anno precedente si è verificato un aumento di circa il 56%. Niente male per un brand che aveva interrotto l’esportazione in Italia, riaprendo le vendite solo nel 2012.

Quando i proprietari del marchio Tennent’s, prima Bass e in seguito Interbrew, osservano il calo delle vendute in Europa, decidono di interrompere le esportazioni. Nel 2009 il marchio Tennent’s passa nelle mani di Inbev che decide di contrastare il calo di vendite in Gran Bretagna riprendendo l’export.

Grazie ad un’abile politica commerciale e di marketing le vendite di Tennent’s aumentano, sia in Scozia che nel mondo. E l’Italia diviene di gran lunga il paese con il maggior consumo di Tennent’s Super.

L’inspiegabile successo secondo gli scozzesi

Il punto è uno, almeno per gli scozzesi: perché in Italia si beve ovunque e con tanta passione una birra che altrove è considerata un prodotto minore, anche al di sotto delle lager industriali?

Craig Williams, riprendendo la notizia dell’Herald Tribune, cerca di analizzare il fenomeno con un articolo su GlasgowLive nel marzo del 2019. Secondo il giornalista, che si fa portavoce degli scozzesi e del loro sbigottimento, è difficile capire il perché.

Dopotutto, l’Italia può vantare tradizioni e prodotti senza eguali in ambito food&beverage. Inoltre, il consumo pro capite di birra è inferiore rispetto ai paesi nord europei, nei quali la Tennent’s viene esportata. Lo stesso discorso se si paragonano i consumi con USA e Canada.

Uno scozzese su due beve Tennent’s Lager una birra da 4% vol, che in Italia viene esportata con una gradazione maggiore, pari a 5%vol. Questo dato è un possibile indicatore del favore italiano a birre più robuste. La conferma di tale tesi potrebbe specchiarsi nel perché agli italiani piaccia la Tennent’s Super, che in patria è considerata la bevanda degli “ubriaconi”.

In Gran Bretagna la Tennent’s Super viene infatti considerata una birra adatta alla sbornia piuttosto che una bevanda piacevole. E’ risaputo che i britannici, in particolari gli inglesi, siano propensi a bevute più abbondanti ma di gradazione minore. E’ infatti la Tennent’s Super viene commercializzata in una versione da 8% rispetto al 9% della versione italiana.

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Secondo Williams, il fenomeno Tennent’s Super è da attribuirsi anche alle abitudini dell’italiano medio. A differenza del Regno Unito, in Italia si resta meno tempo al pub, preferendo il comfort delle mura domestiche. L’usanza di sostare molto nel pub comporta che si bevano più birre, e quindi più beverine, certamente meno robuste. Non a caso le ale più bevute nei pub britannici sono in genere session beer.

Anche Peter Geoghegan, scrittore e giornalista del Guardian, si chiede perché la Tennent’s Super sia così famosa in Italia. Secondo il giornalista irlandese, la strong lager scozzese eserciterebbe un fascino irresistibile sull’immaginario collettivo italiano, che ha relegato la Tennent’s Super a status symbol.

E’ indubbio che la birra di Glasgow sia ben collocata nella mente dei bevitori italiani, e che possegga delle caratteristiche ben precise, alla base di ogni prodotto di successo.

 

Caratteristiche della Tennent’s Super

Dal punto di vista interno si può confermare quanto scritto da Geoghegan: la Tennent’s Super rappresenta un concetto prima di essere birra. La Tennent’s è una birra che conserva caratteristiche presenti nelle birre più comuni e semplici: ha una buona dolcezza, non ha note amare spiccate né aromi complessi. Non è semplice trovare una birra che possa trovare i favori del grande pubblico e che abbia una gradazione alcolica così elevata, ad un prezzo molto accessibile.

Per molti italiani la strong lager scozzese potrebbe rappresentare quella birra unica, di semplice bevuta, ma che abbia una gradazione superiore alla media, da cui gli italiani sembrano siano molti attratti.

Potrebbe essere in corso un tipico processo di volgarizzazione del prodotto, quel fenomeno che induce un prodotto a perdere la propria individualità. Alcuni casi, come quelli dei brand storici Scotch, Walkman e Rimmel, sono già noti. Così come accade per Coca Cola e Redbull, che non sembrano disperarsi del fatto.

Che sia forse questo il punto dal quale rispondere alla domanda che si pongono in Scozia?

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Forte ma di qualità

Il successo della Tennent’s Super, tralasciando fenomeni sociali e pubblicitari, ha indotto molti player industriali a proporre prodotti alternativi ma associabili alla strong lager scozzese. Così gli scaffali dei supermercati diventano vetrine di birre che si accostano alla Tennent’s Super. Sono birre ad alto volume alcolico disponibili in lattina da 50 cl, nella maggior parte dei casi lager. Il traino della strong lager più famosa del pianeta ha contribuito alla creazione di un mercato fatto di birre molto simili ad essa, nel quale la ricerca della qualità è un parametro secondario.

E’ peraltro sbagliato associare l’alto grado alcolico con la qualità del prodotto. Ci sono prodotti nel mondo artigianale che sono adatti agli amanti delle birre robuste e della qualità. Si tratta di birre appartenenti a numerosi stili birrari, alcuni con tradizioni molto antiche, altri ben più moderni. Pur non considerando un futuro di matrice utopica si può immaginare uno scenario ideale nel quale le birre come la Tennent’s Super siano un mezzo per arrivare ad apprezzare le strong ale artigianali prodotte in tutto il mondo? Perché porsi questo limite?

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Si ringraziano le fonti www.heraldscotland.com , www.glasgowlive.co.uk , twitter.com

15 pensieri su “L’inspiegabile successo della Tennent’s Super

  1. Leonardo dice:

    La verità è che l’italiano medio beve normalmente vino che ha una gradazione molto più elevata della birra. Appena ha scoperto una birra dalla gradazione elevata e di gusto apprezzabile su è buttato a capo fitto. Quindi tutto dipende dalla nostra tradizione per il vino

  2. Lucio Volta dice:

    Non v’è mai una sola ragione a decretare il successo commerciale di un prodotto. Nel caso della Tennet’s la gradazione elevata gioca sicuramente un ruolo essenziale. I consumatori della Tennent’s sono soprattutto i giovani e i giovanissimi che cercano una sbronza facile e veloce, ma anche economica perchè invece di acquistare due bottiglie o tre di altra amrca, ne acquistano solo una ottenendi i medesimi risultati. In Italia non v’è una tradizione, una coniscenza ed un consumo delle birre, e dell’alcool in generale direi, come nel resto d’Europa o come nel mondo Anglosassone, dove una birra deve lasciarsi bere perchè viene riconosciuta come una bibita e la gradazione deve essere leggera. Si dirà vi sono altre birre dalla gradazione elevata in italia, che non giustificano il successo della Tennet’s. Le altre birre di gradazione elevate hanno un sapore più forte che non le rende trasversali, nomi che richiamano la gradazione elevata come “Diablo” e packaging troppo appariscente che le rende subito riconoscibili come birre dalla gradazione elevata. La Tennent’s invece piace anche alle ragazze, ha un nome ed un packaging che richiamano una una lager da 3,5% di alcool, ma che ti lascia la sorpresa di sballarti.

  3. CAPOTOSTI ROBERTO dice:

    Uso la Tennent’s Super soprattutto alcune ore prima del trekking ed alcune volte allorche’ ho bisogno di energia quasi sempre accompagnata da snacks. La ritengo corruborante piu’ di altre birre ma non ritengo che cio’ sia collegato all’alcool perche’ le altre birre super alcoliche come qualsiasi super alcolico non mi corrubora. Forse c’e’ qualche ingrediente aggiuntivo o qualche procedimento diverso dalle altre birre.

  4. Mauro dice:

    Secondo la mia opinione molto personale la Tennent’s nn è una birra ma una specie di bevanda o birra se volete, superalcolica che serve per andare a dormire o ubriacarsi più in fretta possibile.. Poca spesa molta resa per intenderci
    Ha moti effetti collaterali tipo diarrea e il giorno dopo stai male se ne superi le 2 a testa soprattutto dopo una certa età tipo 50 ANNI

  5. riccardo dice:

    secondo il mio pensiero è prettamente usata da chi fa uso di bianca..d altro canto ha un buon gusto e una lunga tradizione alle spalle.

  6. Emiliano T. dice:

    Secondo me la super T ha un enorme successo in Italia, primo, perché è veramente buona al gusto e al palato… Secondo poi, molto semplice… È la prima antagonista(e direi molto all’altezza) della classica “ceres”…. Chi non beve ceres come me, beve Tennent’s. Chiaro no?

  7. Piero Cascio dice:

    “ha una buona dolcezza, non ha note amare spiccate né aromi complessi”. Non c’è da cercare altra spiegazione. Prima tutti bevevano Ceres, molti anni fa anche Carlsberg. Ora si beve Tennent’s. E quando la Tennent’s non c’è? “Va bene anche una Ceres”.

  8. Claudio dice:

    Credo un po’ di tutto quello che è stato detto, aggiungo da operatore del settore che è un prodotto con caratteristiche simili al caffè espresso italiano. Noi italiani di solito non frequentiamo i bar e i pub per ore come succede in altri paesi quindi una birra di pronto effetto ti da una soddisfazione immediata come un espresso.

  9. Stefano dice:

    Io credo che la Tennent’s abbia successo per motivi ben precisi:
    1) ha un gusto particolare: la si distingue da tutte le altre “commerciali”….il gusto è un misto tra amaro e dolciastro, non fastidioso e non marcato… un agrodolce abbastanza particolare. (perdonate il termine poco tecnico)
    Questo secondo si adatta alle esigenze di gusti decisi degli italiani..
    2) facile reperibilità, ma questo si spiega con l’alta “domanda” ed i supermercati, bar, pub, ristoranti ecc si adeguano.
    3) gradazione alcolica, è doppia rispetto alla maggior parte delle altre birre commerciali……per cui ne basta la metà per raggiungere gli stessi effetti, per chi cerca la sbronza veloce e comoda (la bottiglia o il bicchiere si beve bene ovunque) è perfetta e con la metà dei soldi hai gli stessi effetti.
    Mia personale opinione: a me come birra piace parecchio, molto di più della sua “concorrente” Cere’s…

  10. lorenzo dice:

    In Italia si beve la Tennent’s perchè siamo tendenzialmente più poveri ma vogliamo comunque sbronzarci. Con la Tennent’s, reperibile nei minimarket fresca a 2,50 € o nei super a 1,30 €, con pochi euro sei bello alticcio o ubriaco a seconda di quanto sei abituato. Poi è buonissima!

  11. Carlo dice:

    Agli stranieri piace bere tanta birra, pinte di boccali all’inverosimile. Mediamente agli italiani basta bere una bottiglietta di birra con gradazione piuttosto alta.

  12. Gianni dice:

    Io la trovo la birra ad alta gradazione dal sapore migliore, equilibrata e non dolciastra come altre : con spiccata personalità. Non necessariamente si beve per ubriacarsi: idea bislacca. Io la bevo con gran soddisfazione e non certo per una sbornia a buon mercato. Avendo preso il gusto della Tennent’s la Ceres o simili mi sembrano senza personalità. Credo che in Italia si apprezzi la Tennent’s perché sia ottima a prezzo ragionevole e, non avendo da noi la stolida abitudine di trangugiare litri di birra in una sera, possiamo permetterci di berne una ad alta gradazione.

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