Birra e Danimarca: birrifici danesi e tradizioni

Birrifici danesi

Nei primi dieci anni nel nuovo millennio c’è stata una crescita impressionante del numero di birrifici danesi.  L’esplosione del fenomeno craft beer non ha risparmiato lo stato scandinavo, che possiede già una lunga tradizione birraria alle spalle.

Per dare un’idea della crescita dei birrifici danesi basti considerare che nel 2002 c’erano 21 birrifici, saliti a 120 nel 2008 . Questo numero è da allora rimasto piuttosto stabile, ed è da considerarsi notevole, se si considera il numero degli abitanti della Danimarca.

birre-danesi-festival-p-dag

I Brand industriali

E’ da notare che nello stato nord europeo esiste una grande varietà di birrifici, dalla globale Carlsberg Group al microbirrificio che vende la propria birra in un piccolo spaccio aziendale nella propria fattoria. Il piccolo paese europeo ospita infatti alcuni tra i brand industriali più noti: la già citata Carlsberg detiene la proprietà, tra gli altri, dei marchi Kronenbourg, Tuborg e Grimbergen. Ceres e Faxe sono altre birre industriali molto celebri nel resto del mondo, nate e prodotte in Danimarca.

 

La sfida dei birrifici artigianali danesi

Alcuni microbirrifici sono, tramite la distribuzione delle catene alimentari, riusciti sul livello regionale o addirittura nazionale, a fare competizione ai birrifici più grandi del paese. La Danimarca è certamente un paese nel quale il consumo pro capite di birra è rilevante: 70 litri annui per persona più del doppio rispetto al consumo nostrano. Il dato interessante è che la fetta di mercato dei birrifici artigianali è in continuo aumento, attualmente livellata a circa il 6%.

Nonostante la quantità di birrifici sia rimasta più o meno stabile negli ultimi dieci anni, c’è stata una crescita sbalorditiva per quanto riguarda il numero di nuove birre. Nel 2008 sono stati lanciati 647 nuovi tipi di birra danese, nel 2017 la popolazione danese ha potuto gustarsi 1622 nuovi tipi di birre.

Alcuni birrifici artigianali danesi

Il movimento craft danese vanta alcuni birrifici artigianali di importanza internazionale, su tutti Mikkeller e To Øl. Ma la birra danese non è solo questa: se i due importanti birrifici esportano le proprie birre in molti paesi, Italia compresa, esistono altre eccellenze da valutare.

mikkeller

Klosterbryggeriet: il micro birrificio nello Jutland centrale

Un esempio di un microbirrificio che ha iniziato a fermentare le prime birre nel 2008 è il Klosterbryggeriet. Il birrifico, il cui nome significa ‘Il Birrificio del Monastero’, si trova a Skanderborg, poco distante da Arhus. I fondatori avevano lo scopo di sviluppare nuove birre con il sapore degli elementi base della produzione tradizionale della birra: malto e luppolo.

Il birrificio crea birre basate sulla storia dei monaci, e la maggioranza delle birre hanno nomi legati al monastero o alla vita dei monaci.  Inoltre il birrificio usa solo spezie ed erbe aromatiche che erano accessibili ai monaci per la produzione delle birre, oppure fornitori nordici per i loro ingredienti.

La storia di Klosterbryggeriet nasce grazie alla volontà di un gruppo di monaci Cistercensi che edificarono Øm Kloster nello Jutland centrale nel 1172. I monaci dell’ordine cistercense abitarono gli edifici religiosi sino al 1560. Un registro dei possedimenti del Monastero del 1554 dimostra uno stock di 22.000 litri di birra diviso su cinque diversi tipi. Quattro di questi erano prodotti da loro stessi e l’ultimo era importato da Amburgo. Non siamo a conoscenza del tipo di fermentazione che usavano i monaci ma si presume che usassero lo stesso tipo che veniva usato nei comuni danesi nella campagna.

Bryggeriet Refsvindinge

Bryggeriet Refsvindinge

Il birrificio Refsvindinge si trova sull’isola di Fionia vicino alla città di Nyborg ed è fra i più antichi del paese. All’inizio il birrificio produceva ‘Small beer’ ed è famoso per produrre birre storiche. È stato costruito nel 1885 da Hans Poul Rasmussen ed è rimasto sempre alla stessa famiglia. Nel 2001 è passato alla 4° generazione con il passaggio a John Jull Rasmussen.

Con il passaggio di consegne e con il nuovo millennio il birrificio è cresciuto esponenzialmente, sia nello spazio fisico dello stabilimento sia con un’esplosione di nuovi tipi di birra. Varie birre sono state premiate sia a livello nazionale che su livello internazionale. La crescita nella richiesta delle birre del piccolo birrificio, ha visto l’unione con un altro birrificio più grande Vestfyen (anch’ esso fondato nel 1885), per poter produrre una quantità maggiore di alcune delle birre più richieste.

È possibile visitare il birrificio Refsvindinge e prenotare la visita che prevede un assaggio delle grandi varietà di birre prodotte. Si offre pure la comodità di un letto per dormire dopo gli assaggi e se si desidera, si può pure fare colazione prima di ripartire.

Bryggeriet Refsvindinge

 

Tradizioni birrarie danesi

La birra come sostituzione dell’acqua minerale

La birra di bassissima gradazione alcoolica era bevuta da tutti per via della scarsa qualità dell’acqua dei pozzi (small beer).  La produzione veniva fatta nelle proprie case, specialmente nella campagna, dove ancora oggi esiste una stanza che richiama alla fermentazione della birra.Se il termine brygge significa fermentazione, con la parola bryggers si indica il retrocucina. La signora della casa produceva la birra nella retrocucina.

Con il passare del tempo tanti compravano invece la birra in grosse bottiglie dal birrificio locale, invece di produrla nella propria casa. Fino a quando l’impianto idrico arrivava ovunque e la birra passava ad essere più un lusso invece di essere un bene primario.

Le birre delle feste

Come per i monaci ed il comune danese, c’era differenza anche fra la birra delle feste e quella bevuta ogni giorno. Questo si rifletteva sulla produzione della birra, che creava una tradizione per birre stagionali, come la birra natalizia e la birra pasquale.

Birra pasquale

La birra pasquale è una birra più corposa, con una gradazione generalmente più alta della solita birra. Il motivo della corposità è storico e religioso. I monaci creavano una birra per la quaresima, definita pane liquido che doveva equivalere un pasto.

Oggi giorno praticamente tutti i birrifici danesi hanno almeno una birra dedicata alla pasqua o più genericamente alla primavera.  Dove il sapore dovrebbe ricordare questa stagione. La birra pasquale è in genere tendente sia al dolce che all’amaro; la componente luppolata è in genere fresca, spesso fruttata, mentre la componente maltata ricorda il pane di segale che i danesi mangiano a pranzo. A volte più speziato, spesso con un retrogusto di limone o fiori di sambuco.

La commercializzazione e il giorno P.

Il giorno P (p-dag) il giorno della” liberazione” della birra pasquale del birrificio Carlsberg iniziò già nel 1952. Il p-dag dipende dalla ricorrenza del giorno della pasqua, ma è in genere alle fine del mese di febbraio o nell’inizio di marzo.

Esiste anche il giorno della” liberazione” della birra natalizia. Sono due giorni, altamente pubblicizzati, dove specialmente i giovani vanno a festeggiare, naturalmente bevendo la birra appena lanciata dal birrificio più grande del paese.

birre-danesi

Skål
Karen

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WhatsApp chat